Andre Agassi mette subito i paletti: Carlos Alcaraz può «creare il caos» e battere chiunque in qualsiasi momento, avverte il capitano del Team World in vista della Laver Cup.
Secondo Agassi la minaccia del talento spagnolo è reale, ma non totale: alcuni giocatori del Team World possono metterlo in difficoltà se riescono a esprimere il proprio tennis con piena convinzione. Il messaggio è chiaro, la partita non è già scritta: serve carattere individuale ma anche una squadra pronta a sfruttare ogni occasione.
Nel racconto del capitano emerge con forza lo spirito che distingue la Laver Cup: «Il cameratismo e l’umorismo contano moltissimo», ha detto Agassi, sottolineando che i suoi giocatori si comportano come se volessero vincere più degli Slam. Quella chimica di gruppo, secondo lui, può diventare un fattore tanto tattico quanto motivazionale.
Importante anche il ruolo della guida tecnica: con il vice Patrick Rafter il principio è semplice e pragmatico, spiegano dal Team World — non complicare le cose e tirare fuori il meglio dalla squadra. Rafter e Agassi intendono puntare sulla chiarezza e sulla gestione emotiva più che su sovrastrutture tattiche.
Agassi ha richiamato poi il format della Laver Cup e la rimonta del Team World dello scorso anno, ma ha avvertito che quest’anno la squadra “dovrà giocare in salita”. La sfida è lanciata: resta da vedere quali atleti sapranno trasformare l’incitamento in risultati concreti e chi, tra i suoi uomini, avrà la lucidità per impensierire davvero Alcaraz.

