Allegri avvisa il Milan: “Contro il Torino gara dura”. Pulisic in dubbio, Leao e Nkunku chiamati a trascinare

Alla vigilia di Torino-Milan, Allegri chiede concretezza e spirito di sacrificio. Pulisic in forse per febbre, Fofana e Gimenez ancora out.

Massimiliano Allegri, allenatore Juventus

Il Milan arriva alla delicata trasferta di Torino con il peso dell’eliminazione in Coppa Italia e la necessità di difendere la vetta della Serie A. Una sfida che Massimiliano Allegri, squalificato e quindi sostituito in panchina dal suo vice Landucci, descrive come un passaggio cruciale per il percorso rossonero. Il tecnico chiede una reazione immediata dopo il ko contro la Lazio e, soprattutto, una dose extra di concretezza: “Per vincere bisogna sporcarci i pantaloncini”, ha ribadito in conferenza stampa, sottolineando la necessità di mantenere compattezza e intensità per tutti i 90 minuti.

La preparazione alla sfida contro il Torino di Baroni è complicata da diversi dubbi di formazione. Il più grande riguarda Christian Pulisic, fermato dalla febbre nella notte: la sua presenza resta in forte dubbio. Le condizioni di Gimenez e Fofana non migliorano velocemente: il primo dovrebbe rientrare solo parzialmente in settimana, mentre il secondo è atteso per il match contro il Sassuolo. Allegri ha evidenziato l’importanza di questi recuperi, soprattutto in un momento in cui al Milan servono alternative offensive e contributi anche dai centrocampisti, un aspetto su cui il tecnico ha insistito più volte. Loftus-Cheek, già decisivo in avvio di stagione, è stato spronato a tornare protagonista in zona gol, così come Rabiot, ancora alla ricerca del primo sigillo in campionato.

La sfida con il Torino arriva inoltre in un momento che Allegri considera determinante per l’evoluzione della classifica: tra metà dicembre e fine gennaio si delineano spesso le gerarchie della stagione, e mantenere un ritmo costante diventa essenziale. L’allenatore rossonero ha indicato l’obiettivo minimo: restare stabilmente nelle prime quattro, con un traguardo molto chiaro in mente: “Noi, con le buone o con le cattive, l’anno prossimo dobbiamo giocare la Champions”.

Allegri ha analizzato anche la recente sconfitta con la Lazio, parlando di squadra “bella ma poco cattiva”. Un aspetto da migliorare soprattutto sulle palle inattive, dove i rossoneri hanno pagato carissimo. In vista del Torino, attenzione massima alla fase difensiva: “Quando non abbiamo palla bisogna difendere tutti insieme”, un richiamo alla compattezza che rappresenta il cuore della filosofia allegriana. L’allenatore ha anche spiegato le difficoltà nel mantenere sempre la stessa intensità: i cali sono fisiologici, ma la differenza la fa la capacità di soffrire senza perdere lucidità.

Spazio nelle riflessioni del tecnico anche ai singoli. Allegri ha elogiato Jashari, positivo nel nuovo ruolo, e Ricci, considerato affidabile e intelligente tatticamente. Su Nkunku, l’allenatore ha invitato tutti a non concentrarsi sull’investimento fatto dalla società, ma sulle qualità tecniche del giocatore, definito “straordinario” e pronto a diventare determinante con la giusta continuità.

Infine, Allegri ha toccato con ironia il tema arbitrale, ricordando il curioso intreccio tra il rigore non dato alla Lazio e l’angolo che ha portato all’eliminazione in Coppa Italia: “Il calcio l’ha inventato un diavolo”, ha sorriso. Ma, battute a parte, la concentrazione è massima: contro il Torino servirà un Milan più cinico, più sporco e decisamente più cattivo sotto porta, per non perdere il ritmo scudetto e non lasciare spazio alle rivali. Una trasferta ostica, ma anche un’opportunità per rilanciare la corsa rossonera.