Antonio Conte verso il ritorno in Nazionale: la FIGC sogna il grande comeback dopo 10 anni

Dopo l’addio al Napoli, Antonio Conte è il favorito per diventare il nuovo ct dell’Italia. Restano da risolvere i nodi legati all’ingaggio.

Antonio Conte, allenatore Napoli

Il futuro della Nazionale italiana potrebbe parlare ancora una volta la lingua di Antonio Conte. A dieci anni dalla sua intensa esperienza sulla panchina azzurra, il tecnico leccese è oggi il nome più caldo per guidare l’Italia verso una nuova ricostruzione dopo un periodo estremamente complicato.

L’addio al Napoli ha inevitabilmente riacceso le voci su un possibile ritorno di Conte alla guida degli Azzurri. Un’ipotesi che, secondo molti addetti ai lavori, non rappresenta soltanto una suggestione romantica ma una concreta possibilità. Chi conosce bene l’ex allenatore di Juventus, Chelsea e Inter sa infatti quanto il legame con la Nazionale sia rimasto fortissimo dopo l’esperienza vissuta tra il 2014 e il 2016.

Il ricordo di quell’Europeo in Francia è ancora vivido nella memoria dei tifosi italiani. Pur senza una rosa ricca di grandi campioni, Conte riuscì a costruire una squadra compatta, feroce mentalmente e tatticamente impeccabile. L’eliminazione ai rigori contro la Germania campione del mondo ai quarti di finale resta ancora oggi una delle pagine più emozionanti del calcio azzurro recente. Proprio al momento dell’addio, nel luglio 2016, il tecnico non riuscì a trattenere le lacrime, segnale di un coinvolgimento emotivo raramente visto nel calcio moderno.

Nel corso della sua carriera Conte ha collezionato successi ovunque: cinque scudetti in Italia con tre club diversi, trofei nazionali e una Premier League conquistata con il Chelsea. Ma per molti la sua vera impresa resta proprio quella compiuta con la Nazionale, trasformando un gruppo considerato inferiore rispetto alle grandi potenze europee in una squadra temuta da tutti.

La FIGC vede in Conte l’uomo ideale per rilanciare un’Italia che ha bisogno di ritrovare identità, intensità e spirito competitivo. Tuttavia esiste un ostacolo non trascurabile: quello economico. Nell’ultima stagione al Napoli il tecnico percepiva circa nove milioni di euro netti, una cifra molto distante dagli standard federali. L’ultimo commissario tecnico, Gennaro Gattuso, aveva un ingaggio decisamente inferiore, mentre Luciano Spalletti guadagnava circa 2,5 milioni.

Non sarebbe comunque la prima volta che la Federazione cerca soluzioni alternative per arrivare a Conte. Già nel 2014 parte del suo stipendio venne sostenuta grazie all’intervento di sponsor esterni, scenario che potrebbe riproporsi anche oggi pur di convincere l’allenatore salentino.

Sul tavolo restano anche altre ipotesi, dalla suggestione di un ritorno alla Juventus fino a un possibile approdo al Milan in caso di separazione con Massimiliano Allegri. Al momento però sembrano piste secondarie rispetto alla possibilità di rivedere Conte sulla panchina dell’Italia.

L’impressione è che questa volta il matrimonio possa davvero celebrarsi di nuovo. E per una Nazionale in cerca di identità, carattere e leadership, il ritorno di Conte rappresenterebbe molto più di un semplice cambio in panchina: sarebbe l’inizio di una nuova rivoluzione azzurra.