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Un argentino (non) gioca a Torino: da Orsi a Dybala, tanti successi e qualche flop

Bottadiculo

Il trasferimento record di Gonzalo Higuain alla Juventus ha scatenato gli entusiasmi dei tifosi della Vecchia Signora e la rabbia dei napoletani. Anche alcuni grandi ex hanno fortemente criticato la scelta di Higuain. Su tutti, Diego Armando Maradona, che ha ribadito una frase ormai divenuta celebre: “Un argentino non va a giocare a Torino”. Ma è davvero così?

In realtà, di giocatori argentini a Torino (sponda bianconera) ne sono transitati parecchi, e quasi tutti con ottimi risultati. Tranne un paio di flop clamorosi…

Monti, Orsi e Cesarini

Se i primi argentini a vestire la maglia bianconera sono stati i fratelli Boglietti, Romolo e Ernesto, a metà degli anni ’10, quelli che hanno impresso per primi i loro nomi nella grande storia della Juve sono certamente Raimundo Orsi, Luis Monti e Renato Cesarini, tra i protagonisti del quinquennio di vittorie juventine della prima metà degli anni ’30. Orsi, attaccante, disputò sette stagioni con la Signora, dal 1928 al 1935, totalizzando 177 presenze e 76 gol; Monti, anche lui 7 stagioni in bianconero (dal ’31 al ’38), siglò 19 reti in 225 partite con la formazione torinese. Con loro, Renato Cesarini (alla Juve dal 1929 al 1935), famoso per la “zona Cesarini”, ovvero i gol nelle battute conclusive del match: un’espressione utilizzata ancora oggi dai cronisti.

Il talento di Omar Sivori

Gianni Agnelli stravedeva per “El Cabezon”, e ne aveva ben donde: in otto stagioni alla Juve (dal ’57-’58 al ’64-’65) Sivori ha indossato la casacca bianconera 215 volte, mettendo a segno 135 reti. È stato uno dei giocatori più forti di tutti i tempi e uno degli attaccanti più prolifici nella storia juventina. E’ ancora oggi l’unico calciatore, insieme a Silvio Piola, ad aver realizzato sei reti in un match di Serie A.

Omar Sivori, Juventus
Omar Sivori, Juventus

Da Camoranesi a Dybala, passando per Tevez

Mauro German Camoranesi arrivò alla Juve dopo una buona stagione con il Verona. Carattere difficile, ma in campo sempre all’altezza: 8 stagioni, 224 presenze e 27 gol per lui in bianconero. Numeri importanti, non da tutti.

Solo due stagioni per Carlos Tevez, ma sufficienti per entrare nel cuore di tutti i tifosi bianconeri con i suoi 39 gol in 66 partite. Il suo testimone è stato raccolto da Paulo Dybala, che nel suo primo anno alla Juve è riuscito a stupire tutti: 46 presenze, 23 gol e tre titoli già conquistati. Mancherebbe solo la Champions…

Esnaider, Almiron, Osvaldo: che flop!

Il peggior ricordo per i tifosi bianconeri è Juan Eduardo Esnaider: acquistato a Gennaio 1999 come sostituto di Del Piero (infortunatosi gravemente ai legamenti) l’ex Espanyol non combina nulla di buono: zero gol in campionato, uno in Coppa Italia e uno in Coppa UEFA contro i ciprioti dell’Omonia Nicosia. In una parola: fallimentare.

Altra grande delusione fu Sergio Bernardo Almiron. Tante le aspettative su di lui dopo le belle stagioni ad Empoli, ma rimarrà un fantasma per tutta la stagione 2007-08, chiusa con sole 9 presenze.

Pablo Daniel Osvaldo andò un pochino meglio, quantomeno per il gol realizzato all’Olimpico in Roma-Juventus (a campionato già acquisito) che diede ai bianconeri la vittoria e la possibilità di sforare il muro dei 100 punti. Ma è tutto qui, se si escludono altri due gol in Europa League contro il Trabzonspor. A fine stagione tornò al Southampton, che lo girò in prestito all’Inter.

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