Atalanta a Bruxelles, servono testa e intensità. La top 8 è difficile, ma nulla è perduto

Alla vigilia di Union Saint-Gilloise-Atalanta, Palladino chiede massima concentrazione: niente turnover e una speranza, seppur piccola, di entrare tra le prime otto.

Raffaele Palladino, Atalanta

L’Atalanta si gioca una notte decisiva in Champions League sul campo dell’Union Saint-Gilloise, con l’obiettivo di chiudere il girone unico nel miglior modo possibile e tenere accesa, anche se flebile, la speranza di entrare tra le prime otto della competizione. Alla vigilia della sfida, Raffaele Palladino è stato chiaro: serviranno mentalità, attenzione e intensità massima, perché in Europa ogni minimo calo può costare carissimo.

La sconfitta con l’Athletic Bilbao ha complicato il nostro cammino – ha ammesso l’allenatore della Dea – ma il sogno non è svanito del tutto. È piccolo, è vero, ma esiste ancora. Non dobbiamo fare calcoli, dobbiamo andare in campo per vincere”. Un messaggio diretto alla squadra, chiamata a reagire subito dopo l’ultimo stop europeo e a dimostrare maturità in una trasferta tutt’altro che semplice.

Palladino ha ribadito un concetto già emerso più volte nel suo percorso: niente turnover e nessuna gestione in funzione degli impegni successivi. “In Champions appena abbassi l’attenzione la paghi – ha spiegato –. Io metto sempre in campo la formazione migliore, ho una rosa ampia e ragazzi straordinari che danno il 100%. Penso solo alla partita di domani, poi verrà il resto”. Un approccio che conferma la volontà di dare continuità al percorso di crescita della squadra, anche a costo di scelte forti.

Grande rispetto anche per l’Union Saint-Gilloise, avversario insidioso e ancora in corsa per la qualificazione. “Sono una squadra con valori, sanno giocare sia dentro al campo sia in verticale – ha sottolineato Palladino –. In casa sono temibili e, essendo l’ultima partita, proveranno a vincere a tutti i costi. Dobbiamo avere la mentalità giusta, perché queste partite sono sempre complicate”.

Sul fronte mercato, dopo la cessione di Daniel Maldini alla Lazio, il tecnico ha preferito tenere lontane le distrazioni: “Non ci penso, ci sono troppe partite. La società sa cosa fare, siamo in sintonia”. Spazio poi a una riflessione sugli attaccanti, spesso rilanciati dal suo lavoro: “Il merito è dei ragazzi, io cerco solo di metterli nelle condizioni migliori e di dar loro fiducia”.

L’Atalanta, dunque, si affida alla propria identità e alla concentrazione. A Bruxelles servirà una prova da vera Dea: compatta, aggressiva e lucida. Solo così si potrà provare a trasformare una speranza minima in una notte europea da ricordare.