L’Atalanta ritrova il sorriso nella 15ª giornata di Serie A e lo fa grazie al suo centravanti. Alla New Balance Arena finisce 2-1 contro il Cagliari, con Gianluca Scamacca assoluto protagonista: una doppietta che vale tre punti pesanti e permette alla squadra di Raffaele Palladino di tornare alla vittoria dopo il passo falso di Verona.
L’approccio della Dea è subito aggressivo. Lookman è il primo a scaldare i guantoni di Caprile, poi il vantaggio arriva all’11’: azione che si sviluppa sugli esterni, conclusione di Zappacosta che diventa un assist involontario e tocco geniale di Scamacca, che di tacco sorprende la difesa rossoblù e firma l’1-0. L’Atalanta continua a spingere e va più volte vicina al raddoppio, ma spreca con Lookman, Djimsiti e ancora Scamacca, trovando sulla sua strada un Caprile attento e una difesa sarda pronta al sacrificio.
Il Cagliari soffre ma resta in partita, sfiorando il pari con Palestra e chiudendo il primo tempo con un colpo di testa di Borrelli che termina di poco a lato. Nella ripresa Palladino è costretto a rivedere l’assetto difensivo per l’uscita di Djimsiti, mentre Pisacane cambia volto ai suoi inserendo Prati e Gaetano. Proprio queste mosse si rivelano decisive: al 75’ nasce una splendida azione corale, rifinita da Sebastiano Esposito e chiusa da Gaetano, che firma l’1-1 con una giocata di qualità gelando lo stadio.
Il pareggio, però, dura pochissimo. L’Atalanta reagisce con carattere e all’81’ trova nuovamente il vantaggio: Scamacca è il più rapido di tutti in area, attacca il pallone vagante e lo trasforma nel 2-1, completando la sua doppietta personale. Nel finale c’è ancora spazio per i brividi, con un gol di Folorunsho annullato che avrebbe potuto cambiare il risultato.
Al triplice fischio esulta l’Atalanta, che sale a 19 punti e prova a rimettersi in corsa per la zona europea. Per il Cagliari resta il rammarico di aver accarezzato l’idea del colpaccio: i rossoblù rimangono a quota 14, ma escono dal campo con la consapevolezza di potersela giocare anche su campi difficili. La serata, però, ha un nome e un cognome chiari: Gianluca Scamacca, tornato decisivo nel momento in cui la Dea aveva più bisogno di lui.
