Maurizio Sarri è pronto a iniziare una nuova avventura sulla panchina dell’Atalanta. Il tecnico toscano, dopo settimane di tensioni e incomprensioni con la Lazio, è ormai a un passo dalla firma con il club bergamasco, che ha scelto di affidargli la guida tecnica per aprire un nuovo ciclo. L’accordo tra le parti è stato definito sulla base di un contratto triennale: manca soltanto la risoluzione ufficiale del rapporto con i biancocelesti prima dell’annuncio definitivo.
L’addio alla Lazio era nell’aria già da tempo. Le dichiarazioni rilasciate da Sarri dopo la vittoria contro il Pisa avevano lasciato pochi dubbi sulla rottura ormai insanabile con il presidente Claudio Lotito. Il tecnico aveva parlato apertamente di promesse non mantenute sul mercato e di un ambiente complicato a Formello, spiegando di non essersi sentito ascoltato nelle scelte strategiche del club.
Determinante per accelerare la separazione è stata anche la mossa della Lazio, che ha già individuato in Gennaro Gattuso il successore del tecnico toscano. L’ex commissario tecnico della Nazionale avrebbe trovato un accordo di massima con il club biancoceleste, permettendo così di sbloccare rapidamente la situazione contrattuale di Sarri.
Per l’Atalanta si tratta di una scelta forte e ambiziosa. Dopo la gestione Palladino, subentrato a stagione in corso al posto di Juric, la società bergamasca ha deciso di affidarsi a un allenatore esperto, capace di dare identità e continuità a un progetto che vuole restare stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo.
A Bergamo Sarri ritroverà anche Cristiano Giuntoli, pronto a diventare il nuovo direttore sportivo della Dea. I due hanno condiviso anni importanti al Napoli, culminati con la crescita definitiva degli azzurri ai vertici della Serie A. Un asse tecnico-dirigenziale che l’Atalanta spera possa garantire competitività immediata e una nuova evoluzione del progetto nerazzurro.
La prossima settimana potrebbe quindi segnare l’inizio ufficiale della nuova era atalantina. Per Sarri, invece, sarà l’occasione di ripartire dopo una stagione vissuta tra difficoltà, tensioni interne e un rapporto mai davvero decollato con la dirigenza laziale.
