Colpo pesantissimo dell’Atletico Madrid nell’andata dei quarti di finale di Champions League: i Colchoneros passano 2-0 al Camp Nou contro il Barcellona, rompendo un digiuno che durava da vent’anni e mettendo una seria ipoteca sulla qualificazione.
Eppure, l’avvio di gara raccontava una storia completamente diversa. Il Barcellona di Flick parte forte, domina il possesso e crea numerose occasioni, trascinato dalla vivacità di Yamal e dalla velocità di Rashford sulle corsie esterne. I blaugrana sembrano avere il controllo totale del match, ma faticano a concretizzare.
L’episodio che cambia tutto arriva al 44’: Cubarsi commette fallo da ultimo uomo su Giuliano Simeone. Dopo revisione VAR, l’arbitro estrae il cartellino rosso, lasciando i padroni di casa in dieci uomini. Sulla punizione successiva, Julian Alvarez disegna una traiettoria perfetta che si insacca alle spalle del portiere, firmando l’1-0 proprio allo scadere del primo tempo.
Nella ripresa, nonostante l’inferiorità numerica, il Barcellona prova a reagire con orgoglio. Rashford ha una clamorosa occasione dopo aver saltato Musso, ma spreca il possibile pareggio. È il momento chiave: gol mancato, gol subito.
Al 70’, infatti, l’Atletico colpisce ancora. Ruggeri pennella un cross preciso dalla sinistra e Alexander Sorloth, appena entrato, trova la zampata vincente che vale il definitivo 2-0. Una rete che gela il Camp Nou e avvicina sensibilmente la squadra di Simeone alla semifinale.
I numeri certificano l’impresa: l’Atletico torna a vincere in casa del Barcellona per la prima volta dal 2006, interrompendo una striscia negativa di 25 trasferte senza successi. Inoltre, i Colchoneros ritrovano una vittoria esterna nella fase a eliminazione diretta di Champions dopo sette tentativi a vuoto.
Per il Barcellona, invece, si complica tutto: servirà un’impresa al Metropolitano per ribaltare il risultato e continuare il cammino europeo. Una notte che può segnare una stagione.
