Bodo/Glimt-Inter 3-1: crollo in Norvegia, a San Siro serve un’impresa per gli ottavi di Champions League

L’Inter cade 3-1 sul sintetico del Bodo/Glimt nell’andata playoff di Champions. Esposito illude, ma Fet, Hauge e Høgh complicano tutto: a Milano serviranno tre gol di scarto.

Lautaro Martinez, Inter

Serata amara per l’Inter nell’andata del playoff di Champions League. In Norvegia, sul campo sintetico del Bodø/Glimt, i nerazzurri cedono 3-1 e ora sono chiamati a una rimonta complicatissima nel ritorno di San Siro del 24 febbraio: servirà un successo con almeno tre gol di scarto per conquistare gli ottavi di finale.

L’avvio della squadra di Chivu è incoraggiante per ritmo e aggressività, ma al 20’ arriva la doccia fredda. Su un’azione rapida dei padroni di casa, Høgh inventa un assist di tacco che libera Fet: conclusione precisa e Sommer battuto per l’1-0. L’Inter accusa il colpo ma reagisce, colpendo prima un palo con Darmian e trovando poi il pari al 30’. È Pio Esposito a firmare l’1-1 con una girata in area da attaccante vero, premiando un’azione insistita e riportando equilibrio nel punteggio.

A inizio ripresa i nerazzurri sfiorano il sorpasso: Lautaro Martínez, servito ancora da Esposito, centra incredibilmente il legno a porta quasi sguarnita. Un episodio che pesa, anche perché poco dopo il capitano è costretto ad alzare bandiera bianca per infortunio.

Tra il 61’ e il 64’ il match cambia definitivamente. Il Bodo/Glimt alza la pressione, recupera palla e colpisce con Hauge, che scarica un sinistro potente sotto la traversa per il 2-1. Passano appena tre minuti e ancora Hauge scappa sul filo del fuorigioco, serve Høgh che deve solo appoggiare in rete il 3-1. Un uno-due micidiale che spegne l’Inter.

I cambi – Thuram già inserito sull’1-1, poi Bonny, Zielinski e Luis Henrique – non riescono a riaprire la gara. Ora la qualificazione si complica: servirà una prova di carattere e concretezza al Meazza per ribaltare un passivo pesante.

L’unico sorriso, paradossalmente, arriva dal campionato, dove il Milan non va oltre il pari. Ma in Europa, per l’Inter, il tempo delle buone notizie è finito: a San Siro servirà una notte da grande squadra.