Bologna-Aston Villa e Crystal Palace-Fiorentina: sfide europee decisive tra sogni, tabù e ambizioni italiane

Bologna e Fiorentina si giocano l’Europa tra ostacoli inglesi e ambizioni di gloria: analisi delle sfide contro Aston Villa e Crystal Palace tra assenze, moduli e speranze.

Federico Bernardeschi, Bologna

L’Europa chiama, e il calcio italiano risponde con le sue ultime due rappresentanti rimaste in corsa: Bologna e Fiorentina. Due percorsi diversi, ma un obiettivo comune: continuare a sognare e riportare prestigio internazionale.

Al Dall’Ara si respira aria di grande evento. Il Bologna torna protagonista in Europa dopo ben 27 anni dall’ultima semifinale continentale e lo fa contro un avversario tutt’altro che semplice: l’Aston Villa guidato da Unai Emery, autentico specialista della competizione con quattro Europa League in bacheca. Eppure, Vincenzo Italiano non si nasconde e lancia il guanto di sfida: equilibrio totale, “fifty-fifty”, nonostante le assenze pesanti di Skorupski e Dallinga.

Dal punto di vista tattico, i rossoblù dovrebbero puntare su una struttura solida: Heggem accanto a Lucumi in difesa, mentre a centrocampo Pobega affiancherà Freuler e Ferguson garantendo fisicità e inserimenti. In attacco, occhi puntati sul tridente Bernardeschi-Castro-Rowe, chiamato a sfruttare il ritmo partita superiore rispetto agli inglesi, reduci da uno stop prolungato.

Dall’altra parte, la Fiorentina vola a Londra per affrontare il Crystal Palace in Conference League, con l’esperienza di tre semifinali consecutive ma anche con il peso di una stagione complicata in Serie A. Paolo Vanoli pretende personalità e zero alibi, nonostante l’assenza di Moise Kean, fermato da problemi alla tibia.

La soluzione offensiva sarà affidata a Piccoli, supportato da Gudmundsson, che potrà concentrarsi esclusivamente sull’impegno europeo. Un banco di prova importante per valutare la maturità internazionale dei viola, chiamati a superare anche il tabù delle trasferte inglesi.

Con circa 1600 tifosi al seguito, la Fiorentina cercherà di trasformare ancora una volta la Conference League nel proprio habitat naturale, inseguendo un trofeo che manca da 25 anni. Bologna e Fiorentina, due storie diverse ma un’unica missione: tenere alta la bandiera italiana in Europa.