Il divieto dei casinò online in Brasile potrebbe far schizzare la quota del mercato illegale dal 41% all’82%, con gravi impatti fiscali e operativi. Lo segnala l’Associazione nazionale giochi e lotterie del Brasile (ANJL), che quantifica per la prima volta l’effetto complessivo della misura introdotta dall’esecutivo.
Lo studio dell’ANJL, ripreso da Agipronews, stima una perdita annuale di entrate fiscali per lo Stato brasiliano di oltre 700 milioni di euro a causa del divieto. Il presidente dell’associazione, Plínio Lemos Jorge, avverte che la restrizione «spingerà milioni di giocatori verso piattaforme illegali con sede all’estero e prive di obblighi fiscali».
I dati raccolti dall’ANJL tra l’11 e il 18 settembre 2026 documentano l’ampiezza del fenomeno: sono stati individuati 6.409 domini di gioco clandestino accessibili agli utenti in Brasile. Tra giugno e agosto 2026 la crescita è stata sostenuta, con una media di 13,7 nuovi domini di gioco clandestino al giorno.
L’analisi segnala anche che la stragrande maggioranza dei domini esteri censiti non utilizza suffissi nazionali brasiliani: il 98,3% non termina con “.br”. Inoltre il 55,8% di questi siti si appoggia a una rete di distribuzione che nasconde l’hosting di origine, rendendo più difficili le azioni di contrasto e il recupero di gettito fiscale.
La fotografia offerta dall’ANJL sottolinea un paradosso regolatorio: la stretta sui casinò online in territorio nazionale rischia di alimentare un mercato non regolamentato nettamente più grande e meno controllabile. Restano aperti i nodi pratici su come le autorità possano bloccare efficacemente l’accesso ai domini esteri e recuperare entrate perdute.
Per ora l’ANJL fornisce cifre e trend che delineano la portata del fenomeno; la risposta normativa e gli strumenti di enforcement determineranno l’effettivo equilibrio tra mercato legale e illegale nelle prossime mensilità.

