Il decreto firmato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva impone lo stop immediato ai nuovi depositi sui conti delle piattaforme di scommesse e dà agli utenti tempo fino al 5 ottobre 2026 per ritirare i fondi, secondo quanto riportano SBC News e iGaming Business.
Per chi segue la vicenda, vale ricordare che il testo prevede l’entrata in vigore del divieto di operare il 6 ottobre 2026. La novità odierna è però la finestra operativa per i prelievi e il divieto immediato dei depositi, che tracciano una linea d’azione concreta per gli operatori presenti nel mercato brasiliano.
Il governo ha inoltre messo a punto un disegno di legge che introduce reati penali collegati alle scommesse a quota fissa: la proposta contempla responsabilità penale per chi promuove scommesse e per chi utilizza dati personali al fine di sollecitare gli scommettitori. Sul fronte operativo il governo ha già bloccato oltre 2.000 siti di scommesse online irregolari, inclusi alcuni ritenuti collegati a organizzazioni criminali come il Primeiro Comando da Capital e il Comando Vermelho.
Il presidente Lula ha definito il provvedimento una “misura dura, drastica e necessaria”, paragonandolo alla rimozione di un tumore. Fonti riferiscono inoltre che le società di scommesse avevano avvertito i principali club di calcio brasiliani che le sponsorizzazioni sarebbero terminate immediatamente in caso di divieto, un elemento che apre interrogativi immediati sul futuro degli accordi commerciali nel calcio nazionale.
A completare il quadro economico, la Banca Centrale del Brasile stima che i brasiliani spendano circa 30 miliardi di reais al mese in scommesse, una cifra che sottolinea l’impatto della misura sul mercato e sugli introiti legati al settore.
Per gli operatori attivi in Brasile il decreto fornisce indicazioni concrete sulle mosse da compiere nei prossimi giorni: sospendere i depositi, rendere operativa la procedura di prelievo entro il 5 ottobre e prepararsi a un possibile inasprimento del quadro sanzionatorio con l’introduzione di responsabilità penali. Restano aperti i nodi sull’applicazione pratica della norma, sul controllo dei flussi transfrontalieri e sulle conseguenze contrattuali per sponsor e club.

