Il presidente Lula ha firmato un provvedimento che ordina la completa cessazione della Bets Law: dal 6 ottobre 2026 siti e app degli operatori autorizzati dovranno cessare l’attività.
La notizia, riportata da Jamma, arriva insieme alle prime reazioni delle associazioni di settore: l’IBJR ha criticato la decisione sottolineando che interrompere il mercato subito dopo la sua regolamentazione produrrà conseguenze economiche e giuridiche; l’ANJL ha annunciato che intraprenderà iniziative giudiziarie per ottenere l’annullamento della misura.
Il governo ha già annunciato che presenterà al Congresso un progetto di legge che introduce sanzioni penali per chi gestisce, opera o promuove scommesse in violazione del divieto, con pene previste tra i 4 e i 6 anni di reclusione. Il ministro delle Finanze Dario Durigan ha inoltre anticipato meccanismi tecnici per bloccare i siti illegali: i giocatori avranno la possibilità di prelevare le somme ancora sul conto fino al 5 ottobre, mentre la restituzione dei fondi dovrà essere completata tra il 9 e il 14 ottobre 2026.
Il provvedimento chiarisce anche che non è previsto alcun riconoscimento di compensazioni per i mancati profitti o per gli investimenti già effettuati dagli operatori.
Per chi lavora nel mercato italiano la svolta brasiliana assume valenza di caso studio: mette in evidenza i rischi regolatori che possono emergere in giurisdizioni in trasformazione e la rapidità con cui decisioni politiche possono incidere su licenze, flussi di cassa e modelli di business. Restano aperti i nodi giudiziari segnalati dall’ANJL, l’iter legislativo al Congresso e l’efficacia pratica delle misure di blocco e restituzione dei fondi.

