L’associazione dei media brasiliani ha chiesto alla Corte Suprema la sospensione del divieto delle scommesse online imposto dal decreto provvisorio del presidente Lula, sostenendo che la misura ha causato ingenti perdite di ricavi e la risoluzione di contratti pubblicitari per le emittenti. Lo riportano Agipronews e Agimeg.
Il ricorso è stato presentato tramite il giudice Luis Fux e contesta in particolare l’urgenza invocata dall’esecutivo per l’emanazione del decreto, un nodo che può influire sulla valutazione di costituzionalità dell’atto. Al procedimento amministrativo-giudiziario si è aggiunto il Flamengo, che ha aderito come amicus curiae all’ADI 8027 presso la Corte, lamentando il breve periodo di transizione previsto dalla norma.
La Corte Suprema sta esaminando più ricorsi contro il provvedimento e la misura resta in vigore per un massimo di 120 giorni, periodo durante il quale il Congresso dovrà decidere se approvarla o meno. Le emittenti sostengono che il divieto ha già determinato la cessazione di accordi pubblicitari e una riduzione significativa delle entrate, elementi che motivano la richiesta di sospensione in via d’urgenza.
Il fascicolo aperto davanti alla Corte rappresenta ora il principale terreno di scontro tra chi invoca la rapidità d’intervento dell’esecutivo e chi ne contesta la legittimità procedurale. La decisione della Suprema Corte sarà determinante per stabilire se il divieto resterà in vigore per l’intero periodo transitorio o se verrà bloccato in attesa della pronuncia del Congresso, lasciando aperto il quadro sulle conseguenze economiche per radio e televisioni.

