La 14ª giornata di Bundesliga porta qualche crepa nelle certezze delle grandi, pur senza stravolgere la classifica. Il Bayern Monaco evita la prima sconfitta stagionale ma deve accontentarsi di un 2-2 interno contro il Mainz ultimo in classifica, mentre il Borussia Dortmund non va oltre l’1-1 sul campo del Friburgo, pagando a caro prezzo un’espulsione nella ripresa.
All’Allianz Arena il copione sembra scritto: dominio territoriale del Bayern e vantaggio al 29’, quando Gnabry serve l’assist perfetto per il giovane Karl, bravo a sbloccare la gara. I bavaresi controllano il match, ma nel recupero del primo tempo arriva la doccia fredda: Potulski trova il pareggio al 47’ e rimette tutto in discussione. Nella ripresa il Mainz prende coraggio e al 67’ completa addirittura la rimonta con Lee, gelando lo stadio. Il Bayern spinge con insistenza e all’87’ trova il gol che evita il ko: rigore causato ancora da Potulski e trasformato con freddezza da Harry Kane. Finisce 2-2, con la squadra di Kompany che sale a 38 punti e mantiene un rassicurante +9 su Lipsia e Dortmund. Situazione sempre più complicata, invece, per il Mainz, ultimo con 7 punti e già a -6 dalla salvezza.
Rallenta anche il Borussia Dortmund, che non sfrutta l’occasione di avvicinarsi ulteriormente alla vetta. A Friburgo i gialloneri partono bene, colpiscono un palo con Chukwuemeka e passano al 31’ grazie a Bensebaini. Il match cambia volto al 53’, quando Jobe Bellingham viene espulso per fallo da ultimo uomo, lasciando il BVB in dieci per tutto il secondo tempo. Il Friburgo aumenta la pressione e al 75’ trova il meritato pareggio con Höler su assist di Günter. L’1-1 porta il Dortmund a quota 29 punti, agganciando il Lipsia al secondo posto ma senza riuscire nel sorpasso, mentre i padroni di casa salgono a 17.
Nel resto del turno spicca il netto 4-0 dello Stoccarda sul campo del Werder Brema: una vittoria pesante che rilancia i biancorossi nella corsa europea, portandoli a 25 punti e al sesto posto.
La Bundesliga resta quindi saldamente nelle mani del Bayern, ma i segnali di rallentamento iniziano a emergere, mentre alle spalle la lotta per l’Europa si fa sempre più serrata.
