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Calciomercato, le trattative estenuanti (e fallite): da Zenden a Kakà, passando per Bobo Vieri

Bottadiculo

Le trattative di calciomercato, da sempre, fanno sognare e sperare tutte le tifoserie. In queste ore stanno tenendo banco i casi riguardanti Paul Pogba e Gonzalo Higuain. Il francese avrebbe già un accordo con il Manchester United, che sta cercando l’accordo con la Juventus (che chiede 125 milioni); il “Pipita” ha manifestato l’intenzione di non rinnovare il contratto con il Napoli, e proprio i bianconeri starebbero tentando il colpo…”gobbo”. Ma le due operazioni potrebbero non chiudersi presto, e non è nemmeno detto che vadano in porto, come già accaduto tante volte in passato.

Per restare in tempi recenti, vengono in mente almeno tre casi di questo tipo.

Il sogno Zenden per la Lazio 

L’estate del 2000 è frenetica: la Lazio ha appena conquistato un’incredibile scudetto e punta a rinforzarsi per tenere a bada il ritorno della Juve e la crescita della Roma (che vincerà poi il tricolore, ndr). Per gli esterni l’obiettivo individuato da Cragnotti è Boudewijn Zenden, ala olandese in forza al Barcellona, che costa circa 80 miliardi. Per tutta la durata del calciomercato la Lazio lo insegue, convinta di potercela fare: ma all’ultimo giorno utile i blaugrana stoppano la trattativa, con Zenden già in partenza per Roma, dove lo attendeva un quadriennale.

Bobo Vieri

La Juve rivuole Vieri, ma….

L’anno dopo è l’estate della “rifondazione juventina”. Dopo due secondi posti consecutivi, i bianconeri vogliono tornare a vincere: ceduto Zidane al Real Madrid per la cifra record di 150 mld, i torinesi si assicurano Buffon, Thuram e Nedved. Manca solo la ciliegina sulla torta, quell’attaccante da 20 gol per riconquistare il tricolore. La Juve fa una corte serrata a Christian Vieri, che aveva lasciato Torino qualche anno prima per andare a giocare in Spagna, nell’Atletico Madrid. Vieri è d’accordo, ma la trattativa con l’Inter non è affatto facile. I nerazzurri chiedono 100 miliardi, la Juve ne offre una 50ina più il cartellino di Trezeguet (che non era ancora esploso…). Dopo un lungo batti e ribatti, l’operazione salta: Vieri resta all’Inter, la Juve virerà su Salas.

Il Milan resiste e tiene Kakà. Ma per poco… 

Giungiamo in epoche più recenti. È il 2007, il Milan è fresco Campione d’Europa, trascinato dalla sua stella più luminosa: il brasiliano Kakà, che con le sue prodezze ha spazzato via il Manchester United in semifinale, prima di andare ad alzare la settima Champions trionfando nella rivincita contro il Liverpool ad Atene. Il Real Madrid vuole fortemente l’asso verdeoro, e formalizza un’offerta golosissima al club rossonero: 80 milioni di euro. Il Milan vacilla, anche perché Kakà sembra gradire la maglia dei “Galacticos”. Non se ne farà nulla. A gennaio 2009 stesso scenario, ma pretendente differente: il Manchester City mette sul piatto circa 130 milioni per acquistare Kakà. I rossoneri sembrano sul punto di cedere. Mancano solo le firme, quando verso le 23 del 19 gennaio 2009 il presidente Berlusconi telefona in diretta al Processo di Biscardi e annuncia raggiante: “Kakà resta al Milan!”. Ma quella che doveva essere una storia destinata a durare ancora molti anni, termina dopo solo 6 mesi. Nella notte tra l’8 e il 9 giugno 2009 Kakà passa al Real Madrid, stavolta sul serio, per 67,2 milioni di euro.

Cifre da capogiro, così come quelle che gravitano intorno a Pogba e Higuain. Mettetevi comodi, potrebbe andare per le lunghe.

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