Il dato è netto: nelle prime 5 partite di Serie B il Cesena ha mostrato un calo di rendimento negli ultimi 30 minuti, perdendo punti o subendo gol dopo il 60°. Se le gare si fossero concluse al 60° minuto, la squadra sarebbe prima in classifica con 12 punti dopo cinque giornate.
Dopo l’exploit sugli abbonamenti, che ha riacceso l’entusiasmo dell’ambiente, il riflettore si sposta ora sul campo. Il contrasto tra l’immagine di un pubblico compatto e la fragilità registrata nell’ultimo terzo di partita rappresenta un tema che interessa tifosi e addetti ai lavori alla ripresa del campionato.
Il confronto tra i risultati effettivi e la classifica ipotetica al 60° mette in evidenza un problema di tenuta che può avere diverse letture: affaticamento fisico, gestione delle risorse nelle rotazioni, o difficoltà psicologica nel chiudere le gare. È un campanello d’allarme per la gestione tecnica: trovare soluzioni pragmatiche nelle sostituzioni, cambiare ritmo di gioco nell’ultima mezz’ora o lavorare sull’approccio mentale alle fasi finali potrebbero rivelarsi interventi decisivi.
Il nodo aperto resta capire se si tratta di una flessione passeggera o di una tendenza che richiede interventi strutturali. Con il campionato che riprenderà, il Cesena avrà l’opportunità di dimostrare se la lettura statistica del 60° minuto è solo un dato curioso o il segnale di una debolezza da correggere per non sprechare il vantaggio costruito altrove.

