Champions. la Juventus a Monaco: un successo per provare a sognare. Openda dall’inizio.

Alla vigilia di Monaco-Juventus, Spalletti chiede compattezza e personalità: Openda dall’inizio, turnover ragionato e nessuna distrazione extra campo.

Lois Openda, Juventus

La Juventus si avvicina all’ultima giornata del girone unico di Champions League con uno spirito particolare: niente assilli di classifica, ma tanta voglia di misurare davvero il proprio livello. Alla vigilia della sfida contro il Monaco, Luciano Spalletti ha tracciato il perimetro della partita, lasciando intendere come, nonostante una situazione di classifica relativamente tranquilla per i bianconeri, l’impegno del Louis-II sia tutt’altro che banale.

Non c’è una situazione migliore della nostra per dimostrare consapevolezza – ha spiegato il tecnico –. Non abbiamo l’ossessione della qualificazione e possiamo capire se siamo liberi mentalmente di esprimere il nostro calcio”. Un concetto chiaro: la Juve va a Monaco per vincere, ma soprattutto per capire a che punto è il proprio percorso europeo.

Di fronte ci sarà una squadra obbligata a rischiare. Il Monaco, fermo a 9 punti, ha bisogno della vittoria per centrare i playoff e questo, secondo Spalletti, renderà la gara apertissima. “Ci verranno addosso – ha avvertito –. Non possono gestire o aspettare. Anche noi giocheremo per vincere, perché solo così possiamo ambire a qualcosa di più”. Il punto chiave, però, è un altro: “Per batterli dovremo essere più squadra di loro. Hanno individualità di qualità superiore e, se la trasformiamo in una partita di puro scontro, rischiamo che ci si ritorca contro”.

Sul piano delle scelte, l’allenatore bianconero ha annunciato qualche cambio, anche in funzione dei tanti impegni ravvicinati e dei giocatori diffidati. Koopmeiners sarà impiegato a centrocampo, mentre in difesa è aperta la valutazione tra Bremer e Gatti, con l’ipotesi di una staffetta. Davanti, invece, pochi dubbi: “Giocherà Openda”, ha confermato Spalletti, affidandogli il peso dell’attacco in una sfida che richiederà profondità e intensità.

Tradotto: la Juventus vuole lasciare fuori dal campo tutto ciò che non riguarda il gioco. A Monaco serviranno testa, compattezza e spirito collettivo. Perché, come ha ribadito Spalletti, contro squadre di questo livello non basta il talento: bisogna essere, prima di tutto, una vera squadra.