La Juventus esce dalla Champions League a testa altissima, dopo una notte carica di emozioni e rimpianti. Allo Stadium finisce 3-2 dopo i supplementari contro il Galatasaray, ma il 5-2 dell’andata pesa come un macigno: il totale di 7-5 qualifica i turchi agli ottavi e lascia i bianconeri con l’amaro in bocca.
L’approccio della squadra di Luciano Spalletti è feroce: possesso palla, pressione alta e continui inserimenti tra le linee. Il muro del Gala regge fino al 37’, quando Locatelli trasforma con freddezza un calcio di rigore che accende le speranze. La Juve chiude il primo tempo in totale controllo, trascinata da un Thuram dominante in mezzo al campo e da un Yildiz ispirato.
L’episodio che sembra spegnere i sogni arriva a inizio ripresa: al 47’ Kelly viene espulso per gioco pericoloso, una decisione che scatena polemiche e costringe i bianconeri a oltre 70 minuti in inferiorità numerica. Paradossalmente, è proprio lì che nasce la vera impresa. Al 70’ Gatti firma il 2-0 sugli sviluppi di una palla inattiva, poi Yildiz colpisce un palo che avrebbe completato la rimonta. Il 3-0 arriva al 82’ con McKennie, bravo a inserirsi e battere Ugurcan Cakir: lo Stadium esplode, si va ai supplementari.
Nell’extra-time, però, la fatica e le rotazioni limitate presentano il conto. Dopo un’occasione clamorosa sprecata da Zhegrova, la Juve cala d’intensità, complice anche l’uscita di Yildiz. Il Victor Osimhen punisce in contropiede al 106’, mentre Baris Yilmaz chiude i conti al 118’, sempre in ripartenza.
Finisce con l’eliminazione dei bianconeri, ma anche con la consapevolezza di aver sfiorato qualcosa di straordinario. Agli ottavi il Galatasaray affronterà una tra Liverpool e Tottenham Hotspur. Per la Juventus resta il rammarico per l’andata, ma anche la certezza di aver ritrovato orgoglio, intensità e spirito europeo. Una base solida da cui ripartire.
