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Chi è il portiere più forte di tutti i tempi?

Bottadiculo

Quello del portiere è un ruolo estremamente delicato, in quanto molto spesso proprio dalle sue mani passano i destini di una squadra di calcio. Di solito si dice che il portiere più forte è quello che sbaglia di meno, ma la storia dello sport pedatorio è disseminata di atleti che hanno saputo colpire l’immaginazione dei tifosi per le prodezze in serie compiute nell’ambito di una gara. Proprio per questo spesso gli appassionati si pongono questa domanda: qual è stato il miglior portiere di ogni epoca? Una domanda cui è difficile rispondere.

Il grande Zamora

Nell’epoca che precedette il secondo conflitto mondiale furono molti i portieri che si fecero valere per le loro straordinarie doti, a partire dal cecoslovacco Planicka e dal nostro Combi. Secondo gli storici del calcio, però, il migliore in assoluto fu Ricardo Zamora, portiere della Nazionale spagnola soprannominato El Divino.
La sua peculiarità fu la vera e propria reinterpretazione del ruolo, ad esempio uscendo dalla propria area di rigore per respingere il pallone coi piedi, o per l’uso rivoluzionario di parti del corpo che sino ad allora non erano usate, come l’avanbraccio o il gomito. La sua bravura non bastò però alla Spagna per vincere il Mondiale del 1934, quando l’Italia pur penando moltissimo proprio a causa della sua mostruosa prestazione riuscì infine a superare le Furie Rosse involandosi verso il primo titolo iridato della sua storia.

Lev Jašin, il Ragno Nero

Nel periodo immediatamente successivo alla guerra, si affacciò invece alla ribalta Lev Jašin, portiere russo indicato come il Ragno Nero, a causa del maglione scuro che usava indossare. Straordinario interprete del ruolo, fu peraltro l’unico portiere insignito del Pallone d’Oro. Anche nel suo caso si può parlare di un interprete in grado di rivoluzionare il ruolo, sino ad allora caratterizzato da veri funamboli capaci di saltare da palo a palo. Jašin era invece incline al ragionamento e a puntare sull’esatto piazzamento, anticipando in tal modo i portieri dei decenni successivi, a partire da Dino Zoff.

La scuola italiana

In questa storia non può però essere dimenticata la scuola italiana, capace di sfornare grandi interpreti in ogni epoca. Basterebbe ricordare Combi, il povero Valerio Bacigalupo, considerato uno dei migliori al mondo in giovane età e morto a Superga prima di potersi affermare ai successivi Mondiali brasiliani, l’estroso Bepi Moro, cui Puskas concesse di passare tra due ali di giocatori per omaggiarne la bravura dopo una gara con l’Ungheria, il teatrale Enrico Albertosi del Cagliari, il razionale Dino Zoff e infine Gigi Buffon.

Il più grande è Jašin

Proprio a Lev Jašin spetta però il riconoscimento di miglior portiere all time, non solo per il Pallone d’Oro e i tanti riconoscimenti ricevuti anche dopo la fine della sua carriera, ma proprio per il fatto di aver praticamente rivoluzionato il ruolo, spingendo i suoi colleghi a guardare meno allo spettacolo e più all’efficacia.

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