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Come fare un provino di calcio

Bottadiculo

Il sogno di tutti i bambini che amano questo sport. Poter diventare un calciatore professionista è sicuramente il traguardo che tutti i baby calciatori vogliono raggiungere quando iniziano a calcare i campi per la prima volta. Ma come è possibile intraprendere questa strada? Ma soprattutto, quali sono i modi per poter fare un provino di calcio?

Rispetto al passato sono cambiate moltissime cose, tra cui l’avvento di internet e una rete di osservatori più capillari sui campi di periferia. Esistono ancora i classici provini, ma ovviamente ci sono molti fattori che possono influenzare una società di calcio. Ecco cosa c’è da sapere per poter fare un provino di calcio.

Gli osservatori

Nel passato molte società erano costrette a fare provini in giro per l’Italia. Tolte le compagini più blasonate (Juventus, Milan e Inter su tutte), le altre squadre non avevano una rete di osservatori in grado di coprire tutto il territorio italiano. Oggi è più semplice perché molti giovani ragazzi vengono incaricati dalle società per lavorare sul territorio: in questo modo si conoscono meglio i giovani giocatori e si può toccare con mano la bravura del singolo.

In molti campi di periferia, rispetto a qualche anno fa, ci sono figure professionali che monitorano costantemente i giocatori. Non male per poter notare i nuovi talenti da sottoporre ad un provino. Spesso sono gli osservatori a proporvi un provino o un incontro conoscitivo con le società di riferimento.

Le accademy

La mancanza di giocatori e di settori giovanili durante gli scorsi anni, ha portato molte squadre ad organizzarsi di conseguenza. Da diverso tempo sono nate le accademy, ovvero scuole calcio affidate a uomini di fiducia e organizzate per insegnare i fondamentali di gioco ai bambini. Le accademy funzionano come le scuole calcio delle società dilettantistiche, ma con diverse accortezze.

Il personale è preparato per poter dare una base solida al bambino: spesso le scuole calcio fondate dalle società professionistiche vengono gestite da ex calciatori che mettono a disposizione il loro bagaglio d’esperienza maturato sui campi della massima serie. Un modo per poter avere una formazione professionale e completa, sotto tutti gli aspetti.

I campus estivi

I campus estivi sono una validissima opzione per poter iniziare ad avvicinarsi al mondo del calcio. Molte società, anche straniere, organizzano delle sessioni di allenamento che durano solitamente due settimane: c’è una quota di partecipazione che permette di avere il vestiario del club e la possibilità di allenarsi insieme a bambini o ragazzi delle stesse età.

Molte società non hanno scoperto le carte sulla questione campus, ma questo modo permette di avere un controllo capillare sul territorio e scoprire nuovi talenti. I campus estivi sono comunque molto interessanti dal punto di vista formativo: i bambini possono giocare a calcio e divertirsi durante l’estate, entrando a far parte anche di un gruppo. Un fattore da non sottovalutare quando si vuole intraprendere questa strada.

I vivai: un modo per poter entrare a far parte delle migliori società

Questo aspetto è stato trascurato per moltissimi anni nel nostro paese. C’erano dei vivai particolari e sempre prolifici, come ad esempio quelli di Roma e Inter. Da qualche anno anche l’Atalanta ha iniziato ad insediare questo primato, sfornando giovani talentuosi e pronti per fare il grande salto. Solitamente i vivai vengono gestiti direttamente dalle società, come le accademy. Le formazioni under o Primavera sono molto importanti per poter tentare il salto di categoria e approdare tra i professionisti.

Ma in alcuni casi ci sono anche società che si affidano a squadre situate in zone limitrofe e spesso chiamate “società satellite”. C’è moltissima selezione per entrare a far parte di queste squadre, ma chi ha le qualità può iniziare a giocare in categorie maggiori e soprattutto allenanti, in vista di un eventuale provino con società di livello.

L’importanza di Internet

Qualche anno fa questo particolare non veniva nemmeno preso in considerazione, visto che non c’era uno sviluppo del mezzo come in questo momento storico. Nel 2016 ha destato particolare impressione un video che ritraeva le evoluzioni di Pietro Tomaselli, baby fenomeno di 12 anni poi acquistato dalla Roma. Un filmato caricato su internet ha permesso al giovane giocatore di intraprendere questa strada: la società giallorossa non ha esitato a mettere sotto contratto un futuro fenomeno.

Il video potrebbe essere visto con occhio critico, ma ricordiamo che molti talenti sono stati scoperti tramite le vecchie videocassette. Molti allenatori hanno ammesso di aver scovato giocatori per la propria squadra in questo modo. Se le qualità ci sono, sfruttare internet non è di certo un problema.

Come prepararsi al meglio per il proprio provino

Ma come ci si prepara per un provino? Prima di tutto bisogna capire che cosa si può fare durante un provino. Quando vengono organizzati allenamenti di prova, le società cercano di capire se ci sono le giuste qualità per poter iniziare a giocare ad alti livelli. Dunque bisogna:

  • Essere preparati atleticamente, in modo tale da non subire i ritmi stressanti. Alimentarsi e riposarsi al meglio possono fare la differenza, così come una buonissima forma fisica. Gli allenamenti, ovviamente, sono più duri.
  • Prepararsi sotto l’aspetto mentale. Bisogna assolutamente cercare di far viaggiare corpo e mente sullo stesso binario. Molti atleti sanno benissimo l’importanza delle due cose.
  • Evitare di impressionare l’osservatore. Molti giocano cercando il colpo ad effetto o la giocata del campione. Niente di più inutile: meglio mostrare le proprie caratteristiche per come sono, non serve impressionare chi visiona con giocate da funamboli, spesso inutili.
  • Evitate di fare pressione sui vostri figli. Ognuno ha il sogno di vedere il proprio figlio giocare in serie A, ma più mettete pressione più create aspettative. Il ragazzo deve divertirsi. L’aspetto mentale, come già detto, è necessario per far rimanere sereno il giovane calciatore.
  • Non arrendetevi al primo no. Molti campioni sono stati scartati durante il loro provino. Un esempio? Leo Messi fu scartato dal Como. Oggi sappiamo benissimo chi è e che cosa ha fatto nel mondo del calcio. Di queste storie ne abbiamo sentite a migliaia: nel calcio, nello sport e nella vita, mai arrendersi al primo insuccesso.
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