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Come si diventa arbitro di calcio?

Bottadiculo

L’arbitro, in una partita di calcio, è una figura spesso sottovalutata. Se è vero che i veri protagonisti della gara sono i giocatori, occorre anche sottolineare come spesso proprio il direttore di gara, con una decisione errata, possa indirizzare l’esito dello scontro da una parte, piuttosto che dall’altra.
A fotografare questa realtà, negli anni ’70, concorse anche un film, L’arbitro, in cui Lando Buzzanca prendeva chiaramente come modello la più famosa giacchetta nera dell’epoca, Concetto Lo Bello, celebre in particolare per il modo abbastanza autoritario in cui dirigeva le gare.

La procedura da seguire

Come si diventa arbitro di calcio? Si tratta di una domanda che in parecchi si saranno posti, anche in considerazione degli emolumenti che spettano a coloro che riescono ad arrivare ad alti livelli.
La procedura da seguire, in tal senso, prevede la partecipazione a corsi completamente gratuiti organizzati dall’AIA (Associazione Italiana Arbitri), a livello provinciale, riservati a chi abbia un’età solitamente compresa tra i 15 e i 35 anni. Al termine del corso, il candidato deve sottoporsi ad una serie di prove, in particolare.
1) un test a risposta multipla che ha come materia appunto il calcio e il suo regolamento;
2) un colloquio con la commissione esaminatrice, una sorta di test attitudinale volto a comprendere meglio le motivazioni e anche la capacità di giudizio del candidato;
3) una prova atletica su pista, che deve comprovare la capacità fisica del candidato in relazione ad uno sforzo che, occorre ricordarlo, è molto intenso e prolungato.
Una volta superate queste prove, inizia la vera e propria carriera, nel corso della quale alla fine di ogni anno si sarà comunque sottoposti ad una valutazione da parte di una commissione, dalla quale va infine a dipendere la possibilità di andare avanti.

Quanto guadagna un arbitro di calcio?

Naturalmente, chi decide di diventare arbitro di calcio può farlo spinto da motivazioni varie, tra le quali, però, non va dimenticata la molla economica. Va infatti ricordato che coloro che riescono ad arrivare ad alti livelli, vedono premiato il loro impegno in maniera molto rilevante, come testimoniato da una tabella pubblicata proprio nel 2017, dalla quale si evince come gli arbitri di Serie A guadagnerebbero in media sui 180mila euro all’anno. Considerato che la carriera può variare da un minimo di due ad un massimo di dieci anni, siamo comunque su livelli molto elevati, che fanno capire il perché siano sempre molti coloro che decidono di intraprendere un percorso faticoso e ricco di sacrifici.

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