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Come viene calcolato il ranking FIFA?

Bottadiculo

Come si stabilisce la forza di una nazione? Soltanto in base ai trofei? La risposta è no. La FIFA, l’organo più importante del panorama calcistico, ha sviluppato un metodo. Ormai è conosciuto da tutti gli addetti ai lavori e dagli appassionati, stiamo parlando ovviamente del ranking. Una classifica che viene aggiornata ogni mese, in modo tale da capire, tramite un punteggio, la forza di una selezione nazionale di un paese. Inoltre questo viene utilizzato per poter piazzare le compagini durante i vari sorteggi. Ma come è strutturato? E di cosa tiene conto? Ecco tutte le risposte per quanto riguarda una delle graduatorie più influenti nel mondo del calcio.

La storia del ranking FIFA

Come ogni strumento legato al mondo del calcio, anche il ranking ha subito i propri cambiamenti. Nasce nel 1992, anche se la prima pubblicazione ufficiale risale all’agosto del 1993. Fino al 1999 veniva stilato in un modo semplice e intuitivo: ogni partita che veniva riconosciuta dalla FIFA assegnava 3 punti per la vittoria, 1 per il pareggio, 0 per la sconfitta. Una sorta di maxi-classifica generale. Dal 1999 al 2006, proprio per tutte le critiche ricevute, il sistema di calcolo è stato totalmente cambiato. I punti variavano in base alla squadra incontrata, al numero di gol fatti e a diversi fattori che possono influenzare o meno una partita.

Dopo il mondiale del 2006, vinto dall’Italia, la situazione è cambiato. Il calcolo del metodo non prevedeva più determinati fattori, ma allo stesso tempo ne sono stati aggiunti molti altri. Ci sono stati moltissimi cambiamenti, ma attualmente il ranking viene ancora calcolato con gli stessi parametri utilizzati nel 2006.

In cosa consiste in ranking e come viene utilizzato

Ma perché il ranking FIFA è molto importante e viene pubblicato su base mensile? A conti fatti serve a stabilire le teste di serie per i mondiali. Vale soltanto per le competizioni internazionali e non su base continentale: quella è una prerogativa che spetta alla UEFA o alle varie confederazioni in causa. È assolutamente necessario curare questa parte con vittorie e successi, anche per potersi piazzare nella parte alta e avere un sorteggio più semplice. L’Italia, finita in seconda fascia proprio nello scorso girone di qualificazione ai mondiali, ha pagato con l’eliminazione dalla rassegna iridata.

Come viene calcolato il ranking FIFA?

Ma come viene calcolato effettivamente? In primo luogo si calcolano i risultati degli ultimi quattro anni: nell’anno precedente i risultati influiscono al 100%, quelli del biennio influiranno al 50%, fino a scendere al 20%.

Si calcolano quattro fattori: risultato (M), importanza del match (I), valore dell’avversario (T), confederazioni di appartenenza (C). Si considerano sempre 3 punti per la vittoria, uno per il pareggio e 0 per la sconfitta, ma l’amichevole vale 1, mentre un match di qualificazione vale 2,5. Agli Europei o alla Confederations Cup il valore è 3, mentre al Mondiale siamo sui 4.

La forza dell’avversario parte da un minimo di 50 fino ad un massimo di 200, il tutto è sempre determinato dalla posizione nel ranking. Inoltre bisogna anche sommare il valore delle squadre che si affrontano, che sono divise per continente. In questo modo, rispetto ai vecchi metodi, la classifica del ranking è più accurata e calcola moltissimi fattori: se in amichevole si sfidano nazionali meno forti è bene raggiungere un punteggio minore. In ogni caso il successo, sia in amichevole o meno, è sempre importante. Proprio per questo è necessario vincere il più possibile per ritornare nella parte alta della classifica.

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