Il Como continua a far parlare di sé, non solo per un mercato in entrata ambizioso, ma anche per la volontà di trattenere i suoi gioielli. Dopo aver confermato Nico Paz per un’altra stagione, la dirigenza lariana ha rispedito al mittente un’offerta da 45 milioni di euro per Assane Diao, uno dei talenti più esplosivi dell’ultimo campionato di Serie A.
Arrivato a gennaio dal Real Betis per 12 milioni di euro, l’esterno senegalese classe 2005 ha impiegato pochissimo tempo per lasciare il segno. In sole 15 presenze con la maglia del Como, ha realizzato 8 gol, contribuendo in modo determinante all’ottimo girone di ritorno della squadra guidata da Cesc Fabregas. Numeri che lo hanno proiettato immediatamente sotto i riflettori del calcio europeo, attirando l’attenzione di numerosi club, in particolare della Premier League.
L’Everton, già interessato al giocatore ai tempi del Betis, è tornato alla carica con decisione, ma ha dovuto fare i conti con la fermezza del Como. Il club lombardo ha infatti alzato l’asticella: per sedersi al tavolo delle trattative servono almeno 75 milioni di euro. Una cifra che testimonia non solo il valore del giocatore, ma anche l’ambizione di un progetto tecnico che vuole consolidarsi ad alti livelli e non essere più solo una meteora tra le big.
A seguire con particolare interesse l’evoluzione della vicenda c’è anche il Real Betis. Il club spagnolo ha infatti mantenuto un diritto al 20% sulla futura rivendita del calciatore, inserito nell’accordo siglato a gennaio. Con una possibile cessione a 75 milioni, per il Betis si tratterebbe di un incasso vicino ai 15 milioni di euro, un affare clamoroso in termini di plusvalenze.
Assane Diao rappresenta il simbolo del nuovo Como targato Fabregas: giovane, talentuoso, ambizioso e destinato a un futuro da protagonista. Il club italiano, però, non ha alcuna fretta di venderlo e intende puntare su di lui anche per la prossima stagione. L’Everton dovrà rilanciare con decisione se vorrà strappare uno dei gioielli più scintillanti del panorama europeo.
Per ora, il messaggio del Como è chiaro: il talento si paga, e caro.
