Il Como continua a stupire la Serie A e lo fa nel modo più clamoroso possibile: 6-0 al Torino nella 22ª giornata di campionato, una vittoria che profuma di storia e certifica la crescita vertiginosa della squadra guidata da Cesc Fabregas. I lariani, in attesa di Juventus-Napoli, si issano addirittura al quinto posto in classifica, superando i bianconeri e confermandosi una delle realtà più sorprendenti di questa stagione.
La partita è praticamente indirizzata già nei primi quindici minuti. All’8’, Lucas Da Cunha pesca in profondità Tasos Douvikas, che si presenta davanti a Paleari e non sbaglia, firmando l’1-0. Passano appena otto minuti e il Como raddoppia: Martin Baturina raccoglie palla al limite dell’area e disegna un destro chirurgico che si infila all’angolino, lasciando immobile il portiere granata.
Nella ripresa il copione non cambia. Al 59’ arriva il tris dal dischetto: Maripan interviene in area con il braccio e l’arbitro Feliciani assegna il rigore, trasformato con freddezza da Da Cunha. Da lì in poi è puro spettacolo. Douvikas completa la doppietta al 66’, salendo a quota otto gol in campionato e superando il suo precedente record nei top cinque campionati europei. Al 70’ Kühn firma il pokerissimo con una giocata di grande qualità, mentre Caqueret, entrato dalla panchina, chiude i conti al 76’ con un gol da applausi, impreziosendo una prestazione personale eccellente.
I numeri raccontano meglio di qualsiasi commento il momento del Como: 40 punti dopo 22 giornate, il miglior bottino di sempre per il club in Serie A nell’era dei tre punti. Non solo: dopo la sosta di ottobre, i lariani hanno collezionato ben 10 clean sheet, più di qualsiasi altra squadra nei cinque principali campionati europei. Una solidità difensiva che si unisce a un attacco sempre più prolifico, capace per la prima volta di segnare sei gol in una singola partita di massima serie.
Per il Torino, invece, una giornata da dimenticare, con poche note positive e tante difficoltà, soprattutto nella gestione difensiva. Il Como, al contrario, si gode una vittoria storica e guarda con ambizione alle zone nobili della classifica, consapevole di avere ormai mezzi e personalità per sognare in grande.
