Conference League, Fiorentina in crisi: l’AEK vince 1-0 e sorpassa i viola. Vanoli ko all’esordio europeo

La Fiorentina cade al Franchi contro l’AEK: decide Gacinovic. Viola scivolano al 17° posto e restano senza vittorie dal 23 ottobre.

Edin Dzeko, Fiorentina

La crisi della Fiorentina non si placa. Nel quinto turno di Conference League, la squadra di Paolo Vanoli cede 1-0 in casa all’AEK Atene, complicando ulteriormente il proprio cammino europeo. Il debutto continentale del nuovo allenatore ricalca quello di Galloppa: partita equilibrata, sprazzi di buon gioco, ma alla fine una sconfitta che pesa come un macigno. Decide un gol di Mijat Gacinovic al 34’, una rete figlia di una disattenzione difensiva che sintetizza al meglio il momento difficile dei viola. La Fiorentina rimane a 6 punti, scivola al 17° posto della fase campionato e non vince dal 23 ottobre: da allora, quattro sconfitte e tre pareggi.

L’avvio del match è lento, con ritmi bassi e poche accelerazioni. Vanoli si affida al tandem Gudmundsson-Dzeko e rilancia Fortini sulla corsia destra. È proprio l’ex Inter a creare il primo vero brivido, impegnando Strakosha con un destro potente. Al 18’ la Fiorentina esulta per un attimo grazie a Gudmundsson, ma il gol viene annullato per offside di Ranieri. L’episodio sembra spegnere l’entusiasmo viola, mentre l’AEK cresce e al 34’ trova il vantaggio: cross di Pilios, difesa immobile e tap-in vincente di Gacinovic.

La Fiorentina accusa il colpo e rischia il 2-0 con Jovic, mentre fatica a costruire trame fluide e a trovare spazi tra le linee. Nella ripresa il copione sembra poter cambiare: Dzeko sfiora il pari in apertura e, poco dopo, arriva un altro gol annullato ai viola, questa volta per fuorigioco di Gudmundsson che vanifica la zampata di Ranieri. È il momento migliore della Fiorentina, che colpisce anche una traversa ancora con Dzeko, ma l’AEK non trema e si rimette rapidamente in controllo.

I greci sfiorano il raddoppio con Zini, che centra il palo, e con Jovic, mentre la reazione viola si spegne progressivamente. L’ingresso di Kean non aggiunge incisività e anzi è l’AEK a sfiorare nuovamente il gol nel finale: Pineda impegna de Gea, bravo a salvare la squadra con una parata di istinto. I sette minuti di recupero non bastano a cambiare la storia della partita, confermando un trend preoccupante.

La Fiorentina esce dal Franchi tra i fischi, consapevole che il percorso europeo ora è tutto in salita. Il problema non è solo la classifica, ma la continuità: la squadra fatica a trovare soluzioni offensive, mostra fragilità difensive e sembra priva di quella scintilla necessaria per invertire la rotta. Vanoli dovrà lavorare su identità, ritmo e fiducia per provare a risollevare un gruppo che, al momento, appare smarrito. Con tre partite ancora da giocare nella fase campionato, la corsa agli spareggi è complicata ma non ancora compromessa: servirà però un cambio di passo immediato.