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Consigli Fantacalcio: i Giocatori da Schierare e Quelli da Evitare nella 10ª Giornata

Bottadiculo

Arriva il turno infrasettimanale, vero banco di prova per ogni fantallenatore impegnato a schierare al meglio la propria formazione considerando l’inevitabile turn over a cui saranno costrette quasi tutte le squadre. L’infortunio di Dybala e quello di Perotti sono state le situazioni più eclatanti dell’ultima settimana, ora si tratta di capire a quale riserva dare fiducia e quale titolare invece posizionare come seconda scelta. Vediamo ora nel dettaglio e ruolo per ruolo tutti i possibili protagonisti della decima giornata e tutti i possibili flop.

Portieri: i migliori e quelli da evitare

Up

Perin: nonostante i due gol subiti nel derby è stato ugualmente uno dei migliori in campo con tanto di penalty parato in modo esemplare all’esperto Quagliarella, sintomo di personalità mista a talento che non mancano nel repertorio di uno dei migliori talenti del nostro campionato.

Donnarumma: fenomeno assoluto, aggettivo più idoneo per Gigio, giocatore con carta d’identità da scuole superiori ma già da considerare leader di una squadra che con lui ritorna nei piani altissimi della classifica. La parata all’ultimo minuto su Khedira ha qualcosa di disumano per la disinvoltura nell’andare a togliere la sfera dall’incrocio come fosse normale routine. Eroico.

Sorrentino: non più un ragazzino il portiere clivense, ma quanta personalità e quanta reattività tra i pali! Il Palermo doveva pensarci bene prima di darlo via vista la situazione generale, ma ha pensato bene di privarsene per la gioia di una delle difese meno battute del torneo che non ci ha messo molto a portarselo a casa. Esperienza.

Buffon: quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare e nel momento delicato attuale serve proprio lui che già a Lione ha giocato una partita sopra ogni traccia di umanità. Sul gol di Locatelli nulla poteva, ma sentiremo parlare di lui ancora a lungo, state tranquilli! Immortale.

Reina: non sta vivendo un momento di forma da consegnare ai posteri, ma l’attacco dell’Empoli è talmente messo male che si potrebbe anche giocare senza portiere.

José Manuel Reina, Napoli

Down

Handanovic: essere il portiere dell’Inter è uno dei mestieri più duri del mondo, almeno in questo periodo e visto il rendimento della squadra ce ne vorrebbero almeno due per evitare di subire gol. Se poi pensiamo al tridente schierato dal Torino c’è veramente da fare le preghiere.

Hart: che non fosse un fenomeno lo si sapeva e se Guardiola se ne è liberato come di un ragazzino capriccioso della primavera un motivo ci sarà pure. Detto questo, il campionato italiano è tra i più difficili del mondo e per uno come lui non sarà semplice mantenere voti al di sopra della sufficienza. Nelle uscite semplicemente inutile. Distratto.

Marchetti: ma è veramente lui ? a guardare i gol presi sembra aver perso vitalità e carisma, trasformandosi in un anonimo portierino di provincia che non fa mai la differenza. In una difesa biancoceleste priva dei suoi pilastri servirebbe ben altro tra i pali. Impalpabile.

Bizzarri: gioca praticamente da solo contro tutti visto che i suoi compagni di reparto ne combinano di tutti i colori e di difendere non ne vogliono proprio sapere. Quando decidono di farlo poi provocano calci di rigore. Condannato.

Posavec: il gollonzo preso all’Olimpico di Roma la dice lunga sui suoi difetti, troppo giovane e acerbo per giocare serenamente in un contesto tanto difficile come quello di Palermo. L’Udinese di Gigi Delneri sembra un cliente veramente difficile da gestire per lui.

Difensori: i più in forma e i meno affidabili

Up

Romagnoli: quanto è maturato questo ragazzotto che fino all’anno scorso sembrava spaesato e timoroso di fronte all’esigente platea di San Siro abituata nel suo ruolo a giocatori straordinari come Thiago Silva, Franco Baresi e Alessandro Nesta giusto per fare qualche nome. Lui non sarà su quei livelli ma quanta qualità nelle ultime prestazioni.

Rosi: gioca nel Crotone, è vero, ma la sua spinta in chiave offensiva e i suoi inserimenti in area di rigore sono spesso letali per le difese avversarie che soffrono la sua irruenza sfacciata che regala anche qualche gol per chi ama il famoso modificatore di difesa. Uno dei pochi a saperla mettere dentro tra i calabresi. Scommessa.

Zappacosta: la sua spinta sulla fascia è sempre importante e i suoi assist al bacio sono la fortuna di ogni centravanti di razza. Contro l’Inter potrebbe spostare pesantemente gli equilibri.

Benatia: ora che i difensori titolari hanno bisogno di rifiatare diventa essenziale e determinante. Poche sbavature e costante pericolosità negli inserimenti offensivi lo rendono uno dei migliori nel suo ruolo, problemi fisici a parte.

Murru: veloce e scattante, sa servire le punte come pochi. Può essere una spina al fianco della fragile difesa biancoceleste. Devastante.

Zampano: tecnica e velocità sono alla base del suo repertorio. Fornisce assist in quantità industriale, con Higuain sarebbe il top per qualsiasi allenatore, ma gioca nel Pescara e non ha punte alla sua altezza. Sprecato.

Conti: uno dei giovani terzini migliori in circolazione, con Gasperini dovrebbe letteralmente esplodere grazie a quel 3-5-2 che per lui è come il cacio sui maccheroni. Se aggiungiamo che gioca contro una difesa più che morbida allora diventa quasi un obbligo schierarlo.

Florenzi: jolly fantastico e giocatore giocatori con margini di miglioramento ancora elevati. Nello scacchiere di Spalletti uno dei pochi insostituibili. Strepitoso.

Fazio: centrale difensivo con una personalità impressionante, si è preso il posto da titolare e sostituirlo sarà dura per tutti. Abile e pericoloso anche in fase offensiva.

Aleesami: Grande impatto nel nostro campionato, sta dimostrando qualità sia in fase di non possesso che nelle ripartenze dove risulta uno dei più pericolosi e utili.

Paletta: strepitoso contro la Juve, ma non solo in questa occasione. Dopo l’infortunio è cresciuto esponenzialmente formando con Romagnoli una coppia perfetta e simbiotica che ha trasformato il reparto difensivo rossonero da punto debole a muro invalicabile. Quando si spinge in attacco poi fa sempre paura. Gladiatore.

Gabriel Paletta, Milan

Down

Edenilson: veloce senza dubbio, ma estremamente pasticcione e precipitoso, contro il Milan le sue indecisioni potrebbero costare estremamente caro. Meglio non correre il rischio.

Miranda: si salvi chi può e non è un titolo di un film ma la prospettiva contro il Torino. Se l’attacco orobico sembrava quello del Brasile 70 non oso immaginare cosa succederà mercoledì sera in quella che si preannuncia come il capitolo finale di una saga horror, regista Ronald De Boer che vuole portare in Italia il modo di stare in campo Olandese, più che un azzardo una follia. Salvate il soldato Miranda.

Chiellini: torna il “Chiello”, ma è una buona notizia? A vedere il Muriel attuale decisamente no. Contro un avversario tanto abile nel dribbling e talmente veloce di pensiero potrebbe regalare altri clamorosi errori difensivi. Come direbbe Giovanni del trio comico, prevedo una tragedia.

Dani Alves: così proprio non va, se il funambolico terzino Brasiliano pensa di calarsi nel nostro campionato con questa supponenza e questo amore eccessivo per l’estetico che sfocia nella giocata da circo fine a se stessa allora rischia grosso con Allegri che non ama colpi di tacco e giocate goliardiche varie. O cambia registro o rischia molte panchine.

Skriniar: centrale difensivo ruvido e distratto, non dovrebbe avere la sua serata di gloria allo Stadium dove se la vedrà contro un Pipita affamato di gol. Non vorrei essere nei suoi panni.

Juan Jesus: Spalletti sostiene che sia un ottimo difensore, io invece l’esatto contrario. Ogni partita regala distrazioni inconcepibili per un giocatore della sua esperienza, che spesso vive di momenti pancia e non di testa e nel suo ruolo questo è un difetto devastante. Giocare contro il Sassuolo potrebbe essere una condanna definitiva alla panchina.

Goldaniga: è passato dall’essere giovane promessa a difensore pesantemente involuto che ha trovato spazio tra i titolari solo grazie all’infortunio di Gonzalez. Continuo a non capire il suo utilizzo da centrale quando renderebbe decisamente di più sugli esterni, viste le sue caratteristiche.

Centrocampisti: chi schierare e chi mettere in panchina

Up

Laxalt: impatto devastante in questa stagione rossoblu, con Juric ha trovato il contesto tattico ideale per liberare la sua energia e la sua capacità di aprire le difese avversarie con inserimenti verticali che creano spesso la superiorità numerica. Insostituibile.

Rigoni: fiuto del gol e prepotenza indispensabile negli inserimenti in area avversaria, un marchio di fabbrica del gioco di Juric che punta molto sull’aspetto agonistico per compensare il divario con le rivali più accreditate tecnicamente e il Napoli ne sa qualcosa. Protagonista.

Kucka: autentico mastino del centrocampo con spunti tecnici notevoli per uno della sua stazza. L’Ivan Drago rossonero sta diventando il nuovo Gattuso, con le giuste proporzioni.

Locatelli: un predestinato, non ci sono aggettivi più idonei a descrivere questo talento assoluto del vivaio rossonero che gioca con una personalità e una qualità più che sorprendenti. Se non si monta la testa diventerà per i prossimi anni uno dei centrocampisti più forti del nostro campionato.

Verdi: Donadoni ha fatto germogliare un talento strepitoso che in casa rossonera hanno lasciato andare con una superficialità inaccettabile, per puntare su alternative più che discutibili. Un gol più bello dell’altro, una personalità da vendere e tanta fantasia sono tutti elementi che lo rendono un top player fantacalcisticamente parlando.

Borja Valero: sempre fondamentale il suo apporto nella mediana della Fiorentina dove si muove con un’intelligenza tattica e una qualità fuori dal comune. Meriterebbe palcoscenici più ambiziosi e non si capisce come certe società preferiscano sprecare denaro per l’incerto quando lui rappresenta una splendida realtà.

Perisic: l’unico al momento che può colmare le lacune di un reparto pieno di doppioni che cozzano tra loro come negli autoscontri a discapito della fluidità della manovra che ristagna in mezzo al campo e pregiudica quella velocità necessaria per smarcare adeguatamente le punte. Il suo innato senso del gol può essere determinante in ottica Torino, dove non si potrà sbagliare praticamente nulla.

Valdifiori: sente la fiducia intorno a lui e nel suo ruolo non ha praticamente concorrenza al Torino dove il suo inserimento ha portato quella qualità e quell’equilibrio che mancavano in una mediana troppo fisica e carente sotto il profilo della qualità. Metronomo essenziale.

Baselli: sta crescendo sotto il profilo della personalità segno che i rimproveri di Mihajlovic stanno dando i frutti sperati. Tecnicamente poi non si può certo discutere. Sempre utile in ottica bonus fantacalcistici, sia a livello di assist che in quello relativo alla fase realizzativa.

Bruno Fernandes: sta lentamente salendo le gerarchie nelle scelte di Giampaolo che comincia ad apprezzare la dinamicità e la grinta di un centrocampista che rispetto ad Alvarez e Praet può garantire maggiore copertura in fase di non possesso, mentre in fase di possesso trova sempre soluzioni di gioco originali che scatenano le percussioni di un Muriel in forma meravigliosa.

Di Gennaro: sale in maniera esponenziale il suo rendimento, con gol d’autore e assist perfetti che farebbero la fortuna di qualsiasi attaccante. La sua duttilità lo rende uno dei migliori interpreti del suo ruolo e il contesto tattico ideato da Rastelli sembra cucito intorno a lui.

Zielinski: eccellente qualità del centrocampista polacco ex Empoli che giocherà proprio contro il suo passato recente, un giocatore che nello scacchiere di Sarri dovrebbe trovare sempre posto e che ha dimostrato di essere superiore a quasi tutti i suoi colleghi di reparto.

Kessiè: giovane talento in casa orobica pronto per il grande salto e probabile pezzo da novanta delle prossime sessioni di mercato. Tecnico, veloce nei movimenti, buon feeling con il gol, insomma il prototipo del centrocampista moderno, ben diverso da quello delle passate generazioni che privilegiavano il senso della posizione e la capacità di interdizione.

Strootman: quanto sia bravo inutile dirlo, ormai giganteggia in mezzo al campo e si inserisce in area di rigore con grande pericolosità nonostante non abbia il passo della punta classica. Intercetta un numero impressionante di palloni e da solo regge le redini un reparto che tende a sbilanciarsi troppo in avanti esaltato dalle incursioni di un Salah in stato di grazia. Monumentale.

Jankto: a parte il gol allo Juventus Stadium con la collaborazione di un Buffon stranamente distratto, il centrocampista ceco ha dimostrato numeri importanti nel centrocampo friulano che ha tanto bisogno di un incontrista con queste caratteristiche.

Jakub Jankto, Udinese

Down

Bonaventura: in un match dagli elevati toni agonistici potrebbe perdere le staffe come spesso gli è capitato in passato quando le marcature si fanno ruvide e gli spazi latitano. Indubbiamente è sempre un potenziale uomo gol, ma ultimamente ha mostrato un certo appannamento in fase di realizzazione, frutto di un collocamento tattico troppo arretrato che lo obbliga a corse estenuanti che lo portano a spendere troppe energie fisiche e mentali per mantenere la giusta lucidità.

Crisetig: il giocatore che aveva incantato con la maglia del Cagliari due stagioni fa si è letteralmente perso e giocare in una squadra molto carente dal punto di vista dell’organico non aiuta la sua crescita.

Josè Mauri: doveva essere l’occasione del riscatto dopo l’esperienza negativa in casa Milan, ma al momento non sta dimostrando alcuna crescita, anzi un certo nervosismo e una totale incapacità di rendersi pericoloso in zona gol, rispetto a prima quando almeno tirava da fuori in maniera efficace.

De Paul: potrebbe fare molto di più viste le qualità tecniche, ma procede in modo compassato e tende spesso a fare quel dribbling in più che penalizza le sue intuizioni. Più ombre che luci al momento.

Candreva: non sa più segnare e soffre tremendamente l’involuzione tecnica del centrocampo nerazzurro i cui ritmi compassati penalizzano le sue veloci incursioni. A volte si appisola sulla fascia, ma a guardare i compagni di reparto è persino comprensibile.

Hernanes: non gioca nel suo ruolo naturale, ma soprattutto non gioca, spesso distratto ed assente nei novanta minuti, trotterella per il campo e non garantisce mai la dovuta copertura nella fase di non possesso. Del suo proverbiale tiro da fuori nessuna notizia. Impalpabile.

Attaccanti: quali bomber scegliere?

Up

Simeone: il giovane talento Argentino sta mostrando personalità da vendere, non a caso è figlio del grande centrocampista di Lazio e Inter che ha lasciato il segno nelle squadre in cui ha militato per il suo spiccato carisma. Efficace anche in zona gol, non ha fatto rimpiangere Pavoletti con gol importanti e pesanti. Predestinato.

Pavoletti:  contro la Samp ha giocato solo uno spezzone di partita, ma sono bastati quei pochi minuti per terrorizzare l’intera difesa blucerchiata sfiorando ben in tre occasioni il gol del 2-2. Bomber vero.

Bacca: contro la Juve si è visto proprio poco, ma nelle ripartenze chi lo tiene ? lasciarlo fuori è inconcepibile e autolesionista.

Niang: è maturato il ragazzo indisciplinato della passata stagione ? presto per dirlo, ma le prime indicazioni sono indubbiamente positive. Difetta di eccessivo egoismo, ma quando parte in velocità è praticamente imprendibile. Funambolico.

Kalinic: cinque gol nelle ultime due partite sono dati impressionanti per un bomber di razza che sta segnando troppo poco rispetto al suo potenziale. Sarà l’eccesso di turn over applicata da Paulo Sousa, sarà l’altalenante rendimento del centrocampo viola, sta di fatto che ancora non ha potuto sfruttare le sue capacità di goleador.

Belotti: ma quanto è cresciuto questo giovane bomber! Bravissimo sia in fase di uomo assist, sia in quella realizzativa, nel tridente micidiale allestito da Mihajlovic ha trovato il contesto ideale per esplodere definitivamente, diventando il nuovo idolo dei tifosi granata che in lui rivedono i vecchi bomber del passato. L’incarnazione perfetta dello spirito “Toro”.

Lijaic: talento sempre sul punto di fare il passo decisivo verso la consacrazione, ma frenato da limiti caratteriali che hanno compromesso le precedenti esperienze a Firenze, Roma e Milano. Tecnicamente sublime, deve solo trovare continuità e Sinisa sembra il mentore ideale per raggiungere questo obbiettivo.

Iago Falque: lo Spagnolo continua a stupire in positivo e dimostra di essere letale tra le linee dove si muove con estrema naturalezza e intelligenza. Freddo e determinato in area di rigore, uno spietato killer.

Immobile: altro gol capolavoro, a conferma di essere indubbiamente una delle punte più forti in circolazione. Nel gioco di Inzaghi ha trovato quella serenità che potrebbe anche candidarlo a vincere la classifica cannonieri.

Keita: l’opaca prestazione di Torino non può far passare nel dimenticatoio le buone prestazioni precedenti. In coppia con Immobile sembra trovare i giusti spazi per far male alle difese avversarie.

Callejon: il migliore dell’attacco partenopeo, assolutamente sublime in fase di raccordo tra le linee. Il suo movimento senza palla è fondamentale negli schemi di Sarri.

Mertens: il belga sta giocando alla grandissima, con una vitalità e una capacità di saltare l’uomo poco comuni. Il suo repertorio in fase realizzativa poi è assolutamente strepitoso e diventa determinante viste le difficoltà del reparto offensivo dei partenopei. La difesa dell’Empoli poi sembra quella ideale per esaltare le sue caratteristiche.

Petagna: nonostante la stazza importante, sa essere piuttosto agile e sa interpretare alla perfezione il ruolo di centravanti boa che facilita gli inserimenti dei compagni, oltre a essere bravo in area di rigore dove sgomita e si fa trovare pronto contro qualsiasi difesa. Quella del Pescara poi sembra ideale per esaltarlo.

Dzeko: già otto centri e tanto movimento sul fronte offensivo, segno che il bosniaco è finalmente entrato nella mentalità del nostro campionato, muovendosi con più intelligenza e lottando molto più del solito, aspetto fondamentale se si vuole fare strada in serie A. Implacabile.

Politano: vera sorpresa dell’attacco neroverde, sa rendersi pericolosissimo con i suoi inserimenti veloci e imprevedibili. La sua tecnica lo rende un valore aggiunto anche a livello internazionale dove nessuno lo conosce ed è capace di prendere le giuste contromisure. Per la difesa giallorossa un brutto cliente.

Thereau: finalmente è tornato al gol il bomber francese che aveva iniziato nel peggiore dei modi e che con Delneri ha finalmente trovato il contesto tattico ideale. Da inserire senza paura.

Nestorovski: terminale offensivo sempre da tenere in considerazione, il Cobra potrebbe fare molto male alla distratta difesa bianconera.

Ilija Nestorovski, Palermo

Down

Falcinelli: non lasci ingannare il gol al Sassuolo, sembra tutto tranne che una prima scelta. A Firenze sarà durissima per lui, c’è da scommetterci.

Icardi: soffre tremendamente le vicissitudini legate ai rapporti tesi con la curva nord interista. La mancanza di serenità non lo aiuta in un contesto già di suo problematico.

Mandzukic: semplicemente con le polveri bagnate e l’utilizzo part-time non rende facile la vita ad un centravanti più utile in fase di non possesso rispetto a quella realizzativa. Non sembra la sua stagione.

Borriello: sembra sulle gambe sinceramente e la sua carente mobilità potrebbe penalizzarlo contro una Lazio che basa il suo gioco sulla corsa e l’aggressività. Non è detto che il suo impiego sia dal primo minuto.

Maccarone: più che Big Mac sembra big flop e non si capisce quanto potrà durare la sua astinenza. A Napoli non sembrano esserci le premesse per una sua esplosione improvvisa, anzi.

Caprari: le potenzialità sono enormi, ma la media realizzativa sembra del tutto inadeguata per la Serie A. Potrebbe riprendere a segnare, ma al momento non si vede la luce in fondo al tunnel.

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