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Consigli Fantacalcio 18ª Giornata: i Giocatori da Schierare e Quelli da Evitare

Bottadiculo

Ultima fatica per i fantallenatori che non hanno nemmeno il tempo di archiviare l’ultima giornata di campionato che già devono preparare la formazione per il turno infrasettimanale che sarà l’ultimo prima della pausa natalizia, che giunge al momento giusto, visto che si dovranno poi programmare le cessioni e gli acquisti nell’asta di riparazione, dove spesso si decidono le sorti dei fantacampionati con intuizioni geniali o fortunose. C’è un grosso problema però, ovvero la finale di Supercoppa Italiana che priverà i fantallenatori dei giocatori di Milan, Juventus, Bologna e Crotone, e non oso pensare cosa staranno pensando coloro che hanno in rosa molti giocatori di queste formazioni. Ovviamente ci sarà il 6 politico che da un lato può essere un vantaggio, ma dall’altro priva della possibilità di raggiungere punteggi alti. Vediamo ora in dettaglio, ruolo per ruolo, i protagonisti del diciottesimo turno con i nostri consigli del Fantacalcio.

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Portieri: i migliori e quelli da evitare

Up

Sportiello: rientrano Pucciarelli e Maccarone e non so perché mi sembra una buona notizia per lui vista la media realizzativa dei due. Contro il Milan prestazione di buona personalità, può tranquillamente non prendere gol.

Szczesny: l’attacco del Chievo non brilla per rendimento e il numero uno giallorosso vive un momento di forma evidente. Considerando l’ottimo trend casalingo dei giallorossi la sua scelta dovrebbe risultare vincente.

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Consigli: nonostante una difesa incerottata si è esibito in tre/quattro interventi straordinari contro l’Inter. È in un momento di forma importante, può ripetersi al Sant’Elia contro una squadra in netta involuzione tecnica.

Andrea Consigli, Sassuolo

Down

Handanovic: molto più sicuro negli interventi, anche contro il Sassuolo ha salvato il risultato, segno che i lavoro tattico di Pioli lo tranquillizza. Il problema semmai è il tridente biancoceleste, cliente rognosissimo, senza dimenticare la tradizione che vuole la Lazio spesso vincitrice a San Siro.

Storari: continua a prendere carriolate di gol e non sempre è colpa di una difesa sinceramente imbarazzante. Poco reattivo e a tratti demotivato dopo la decisione di toglierli la fascia di capitano, scelta dettata dai malumori degli ultras, ma che non sembra proprio una genialata considerando la delicatezza del ruolo, dove l’aspetto psicologico spesso fa la differenza.

Tatarusanu: non convince mai pienamente e spesso ha dei propri crolli verticali anche su conclusioni ampiamente neutralizzabili. Contro l’attuale attacco del Napoli non so perché prevedo una tragedia.

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Bizzarri: non ci fosse lui il Pescara subirebbe molti più gol di quelli attuali, ma non può certo essere una garanzia. Tra l’altro affronterà un Palermo stanco di perdere in casa e galvanizzato dalla rimonta epica di Marassi.

Sorrentino: la difesa clivense è indubbiamente tra le più solide e organizzate del campionato, ma il banco di prova risulta troppo duro per non uscire con voti bassi e qualche gol sul groppone.

Hart: alla fine la sua bassa qualità emerge e quando la difesa abbassa il livello di attenzione ecco che lui crolla insieme ai compagni di reparto. Mai un intervento miracoloso, mai una prestazione degna di voti importanti, insomma al momento una grande delusione.

Difensori: i più in forma e i meno affidabili

Up

Caldara: un fenomeno considerando l’età verdissima. Gioca con personalità anche a San Siro contro un avversario blasonato e in uno stadio che intimidisce le matricole, ma lui sfodera una prestazione addirittura esagerata.

De Vrij: centrale di sublime qualità che forse meriterebbe piazze importanti, ma le sue condizioni fisiche non sono mai rassicuranti e questo fattore lo penalizza non poco quando le big pensano a lui. Comunque nella Lazio di Inzaghi ha trovato la sua dimensione ideale e anche contro i nerazzurri potrebbe sfoderare una prestazione maiuscola.

Acerbi: in un reparto falcidiato da infortuni e squalifiche, rimane una specie di totem, non salta una partita neanche con le fucilate, sorprendente per rendimento e continuità.

Astori: sicuramente una grande stagione per lui, anche se l’avversario di questo turno è di quelli da far tremare i polsi.

Davide Astori, Fiorentina

Down

Gonzalo Rodriguez: ha saltato il match contro la Lazio per un violento attacco influenzale e quindi dovesse scendere in campo non sarebbe al top della condizione. Se a questo importante fattore aggiungiamo un lento e inesorabile declino, testimoniato da prestazioni sconcertanti anche contro avversari modesti.

Chiriches: anche se ha giocato discretamente nelle ultime uscite con tanto di gol realizzato, sembra troppo lento e impreciso nelle marcature e questo potrebbe essere un handicap pesante contro la rapidità degli avanti fiorentini.

Bruno Peres: dovrebbe partire dal primo minuto dopo il brutto infortunio che sembrava essere più grave di quello che si è rivelato. Non è al top quindi, ma soprattutto non entusiasma quando scende in campo, nemmeno in condizioni fisiche ottimali.

Ansaldi: non sembra più lui, anzi non sembra nemmeno un calciatore, errori su errori e non si capisce il motivo di questa involuzione raccapricciante.

Centrocampisti: chi schierare e chi mettere in panchina

Up

Kessiè: non sta vivendo un momento di grande forma, ma contro un Empoli piuttosto modesto dal punto di vista tecnico potrebbe emergere tutta la qualità.

Gagliardini: quanto è bravo questo mediano che giostra nella mediana a testa alta, caratteristica dei grandi interpreti del ruolo. Piedi educati e pure quella cattiveria necessaria per emergere a certi livelli, se non è un predestinato poco ci manca.

Candreva: ottima prestazione quella di Sassuolo, con conclusioni da gran giocatore, dribbling ubriacanti, gol d’autore, sembra tornato quello della Lazio e il merito è di quel signore che siede in panchina e che sta dimostrando di capirci molto a livello tattico.

Brozovic: con Pioli ha trovato il suo collocamento tattico ideale, fosforo in abbondanza in fase di costruzione della manovra e senso del gol da manuale. Un valore aggiunto importante per una squadra che in mezzo al campo ha molto da modificare per esprimersi al meglio.

Felipe Anderson: dopo la partenza di Candreva ha ritrovato serenità e sul campo i risultati sono visibili ad occhio nudo. Contro la fragile e distratta difesa nerazzurra potrebbe entrare come il coltello nel burro.

Milinkovic-Savic: quantità e qualità lo rendono il centrocampista ideale. La sua esuberanza fisica poi è spesso determinante in ogni zona del campo dove i suoi interventi appaiono spesso decisivi.

Joao Pedro: ha sbagliato un rigore ma ci può stare, quel che è certo è che un giocatore della sua classe potrebbe essere determinante in una squadra che non molte certezze in mezzo al campo.

Badelj: il suo rendimento sta decollando e quando manca in mezzo al campo si sente e si vede. Un metronomo che ricorda Pizarro nel modo di gestire la fase di possesso.

Zielinski: per il polacco sembra un gioco da ragazzi trovare l’intesa nel centrocampo partenopeo. Le sue verticalizzaioni spesso creano lo scompiglio nella mediana avversaria e allo stesso tempo quella superiorità numerica necessaria per andare in gol nel modo più semplice possibile.

Hamsik: rendimento addirittura esagerato per un giocatore simbolo del Napoli di Sarri. Con lui assist e gol sono sempre in canna e quando spara sa far male a qualunque avversario, per blasonato che sia.

Bernardeschi: la nuova collocazione tattica lo esalta in modo impressionante, con i suoi piedi non può che crescere e contro Ghoulam dovrebbe inserirsi con una facilità quasi disarmante.

Mertens: sette gol in due partite, roba da Maradona più che da Higuain, ma veramente è un falso nueve? a me sembra verissimo invece!

Quaison: il suo gol ha ridato morale e fiducia ai compagni di reparto che finalmente vedono la luce dopo un campionato passato sul fondo della classifica e che non sembrava mai dare avvisaglie di crescita sotto il profilo del gioco e dei risultati.

Perotti: bisogna vincere per dimenticare in fretta la trasferta di Torino e nessuno più di lui può spingere i compagni alla vittoria.

Ntcham: ha giocato pochi minuti ultimamente, ma mostrando una dinamicità notevole, con una conclusione a rete di tutto rispetto. Può essere protagonista di una grande partita.

Jules Olivier Ntcham, Genoa

Down

Saponara: vederlo trotterellare davanti alle punte senza entusiasmo mette molta tristezza. Non avessi visto le sue giocate migliori verrebbe da chiedersi cosa ci faccia in serie A, ma questo non è il giocatore che abbiamo ammirato due stagioni fa.

Banega: è in ballottaggio con Kondogbia (e questo già è indicativo). Non ne vuol sapere di esplodere e giocare come succedeva al Siviglia, quando le sue aperture smarcavano le punte nei modi più geniali. Non si trova bene in questo centrocampo molto diverso da quello della sua ex squadra, ma sembra pure piuttosto introverso e questo non lo facilita.

Benali: era stato presentato a inizio stagione come un grande opportunità fantacalcistica ed invece è una grande delusione, nonostante piedi niente male. Qualche giocata di rilievo ma alla fine contano i fatti e se ne sono visti veramente pochi.

Aquilani: un ritiro anticipato eviterebbe alte brutte figure, ma lui insiste e non si accorge di avere un passo e dei tempi di gioco assolutamente inadeguati.

Attaccanti: quali bomber scegliere?

Up

Mchedlidze: è in ballottaggio con Maccarone, ma la sua prestazione contro il Cagliari non ammette dubbi circa il suo stato di forma. Vede la porta più di tutti i compagni di reparto e un suo utilizzo è l’unica speranza di segnare per la formazione toscana.

Immobile: un giocatore con le sue caratteristiche dovrebbe scatenarsi contro la difesa nerazzurra, mai convincente in fase di marcatura.

Keita: continua a giocare alla grande nonostante il tira e molla sul suo futuro a livello contrattuale. Altro giocatore che potrebbe fare malissimo ai nerazzurri.

Farias: delle punte sarde è l’unica (con Melchiorri) a esprimersi con discreta continuità. Decisamente un fiore all’occhiello per Rastelli.

Defrel: stagione di grande qualità per lui, da quando è stato spostato dalla fascia al centro dell’attacco è diventato un centravanti implacabile, con buona partecipazione in fase di manovra.

Kalinic: bomber di razza come non se ne trovano ultimamente, quasi un lusso per questa Fiorentina. Sarebbe interessante vederlo nel Napoli di Sarri ma reputo questa un’ipotesi molto improbabile.

Nestorovski: contro il Genoa ha sfiorato il gol, ma il piede è caldo e la sua cattiveria agonistica sempre su livelli impressionanti. Specie in uno scontro diretto tanto delicato servirà tutta la sua qualità sotto porta.

Dzeko: contro la Juve era immaginabile che sparisse e infatti lo avevo puntualmente predetto, ma contro il Chievo è tutt’altra partita e il centravanti giallorosso con un Salah di nuovo al suo fianco potrebbe tornare in fretta a gonfiare la rete avversaria.

Meggiorini: è il suo momento e gli riescono giocate fino a poco tempo fa impensabili. Contro la Roma non sarà affatto semplice, ma sembra l’unico in grado di segnare.

Schick: se avete Quagliarella cominciate a preoccuparvi perché il ragazzino fa sul serio e la sua media realizzativa comincia ad essere impressionante in proporzione al bassissimo minutaggio. Scommessa golosa a livello fantacalcistico.

Muriel: le sue scorribande in area di rigore possono fare malissimo ad un avversario che non difende con la bava alla bocca ma predilige giocarsela sempre e comunque a viso aperto.

Thereau: cecchino implacabile, con Gigi Delneri ha trovato la sua giusta libertà di spaziare su tutto il fronte d’attacco e i numeri sono piuttosto chiari circa questa scelta.

Simeone: il Cholito è letteralmente scatenato, segna in tutti i modi e gioca nemmeno fosse in palio la Champions League. La partenza molto probabile di Pavoletti ha già trovato una più che valida alternativa. Chapeau.

Belotti: anche in giornate no del suo toro ci mette sempre la firma a livello di realizzazione. Un bomber di assoluto valore che per i prossimi 10 anni almeno farà parlare molto di sé.

Andrea Belotti, Torino

Down

Icardi: sta giocando malissimo e contro la Lazio potrebbe proseguire il suo momento poco felice. La pausa natalizia arriva al momento opportuno per lui.

Sau: indisponente e stucchevole in ogni suo gesto tecnico, cerca sempre la giocata ad effetto ma qui si tratta di buttarla dentro come se non ci fosse un domani. E lui non lo fa, molto semplicemente.

Manaj: presuntuoso e irascibile, due aggettivi che ben descrivono questo ragazzotto dai piedi educati ma che deve crescere a livello di testa. Con questo atteggiamento non si va lontano e non è nemmeno la metà a livello di talento, con Balotelli.

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