L’Egitto è la prima nazionale a staccare il pass per gli ottavi di finale della Coppa d’Africa, ma la vittoria contro il Sudafrica lascia dietro di sé una lunga scia di polemiche. L’1-0 finale, maturato tra decisioni arbitrali contestate e un Var protagonista, accende il dibattito su una gara che ha fatto discutere ben oltre il risultato.
A decidere il match è Mohamed Salah, che dal dischetto al 33’ sceglie la soluzione più audace: cucchiaio centrale, portiere spiazzato e gol dell’1-0. Il problema, per i sudafricani, nasce dall’assegnazione del rigore, arrivata per un contatto giudicato molto leggero e che ha scatenato proteste vibranti. Una decisione che ha inciso profondamente sull’inerzia della partita.
Nella ripresa il Sudafrica prova a reagire con orgoglio, favorito anche dall’espulsione di Hany che costringe l’Egitto a giocare in inferiorità numerica per buona parte del secondo tempo. L’assedio è costante, la pressione aumenta, ma la difesa egiziana resiste, anche grazie a un episodio che fa infuriare ulteriormente i Bafana Bafana. Dopo un lunghissimo check Var, durato circa dieci minuti, viene infatti giudicato non punibile un tocco di mano apparso evidente al limite dell’area egiziana: niente rigore, tra incredulità e rabbia sudafricana.
Il triplice fischio consegna all’Egitto una qualificazione preziosa, ma accompagnata da più di un punto interrogativo. La squadra di Salah centra l’obiettivo minimo, ma dovrà crescere in solidità e gestione delle partite se vorrà arrivare fino in fondo in un torneo sempre più equilibrato.
Negli altri incontri della giornata, pareggio spettacolare tra Angola e Zimbabwe (1-1), con Gelson Dala e Musona a segno, mentre Zambia e Comoros si fermano sullo 0-0. Finisce 1-1 anche la sfida tra Marocco e Mali, con Brahim Diaz e Sinayoko a segno su rigore. Una Coppa d’Africa che continua a regalare emozioni, risultati sorprendenti e, come dimostrato da Egitto-Sudafrica, anche polemiche destinate a far discutere a lungo.
