Una finale destinata a restare nella storia della Coppa d’Africa, tra tensione, polemiche e un epilogo drammatico. A Rabat è il Senegal a conquistare il trofeo 2026, superando 1-0 il Marocco ai supplementari e centrando il secondo successo continentale dopo quello del 2021. A decidere una gara al limite del surreale è il gol di Gueye, arrivato nei tempi supplementari, dopo l’episodio che ha segnato in modo indelebile la partita: il rigore fallito da Brahim Diaz.
La sfida si accende sin dalle battute iniziali e resta bloccata per lunghi tratti, con il Senegal che vede anche annullarsi una rete regolare tra le proteste. Il Marocco fatica a trovare spazi, ma nel finale dei tempi regolamentari l’episodio che sembra poter cambiare tutto arriva dal dischetto. Brahim Diaz, trequartista del Real Madrid e naturalizzato marocchino, si presenta sul punto di battuta dopo un fallo che scatena le furiose proteste dei senegalesi, arrivati persino a minacciare l’uscita dal campo.
Dopo una lunga interruzione e un clima incandescente, si torna a giocare. Diaz sceglie il cucchiaio, una decisione che si rivela fatale: Mendy intuisce e blocca il pallone, spegnendo il sogno del Marocco e lasciando il numero 10 in lacrime. Un errore pesantissimo, che cambia l’inerzia emotiva della finale.
Si va così ai supplementari e il Senegal colpisce. Gueye trova la giocata della vita con un sinistro potente e preciso che si infila sotto la traversa, facendo esplodere la panchina e i tifosi dei Leoni della Teranga. Il Marocco prova a reagire, colpisce anche un legno e sfiora il pareggio, mentre il Senegal manca il raddoppio in contropiede, ma il risultato non cambia.
Per la squadra di Thiaw è una vittoria storica, che conferma il dominio africano degli ultimi anni e consacra Mané e compagni tra le grandi potenze del continente. Per il Marocco, invece, resta l’amarezza di un titolo sfumato a distanza di cinquant’anni dall’unico trionfo del 1976, con Brahim Diaz al centro di una notte che difficilmente verrà dimenticata.
