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Criptovalute, Bitcoin cerca il rally dopo la fase di puro terrore

Criptovalute, Bitcoin cerca il rally dopo la fase di terrore

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Dopo un inizio di 2018 da dimenticare per il Bitcoin e per le altre monete virtuali, i prezzi da un paio di settimane a questa parte sono tornati a crescere. La criptovaluta più capitalizzata, data da molti per morta dopo aver rotto al ribasso quota 7.000 contro il dollaro, è recentemente tornata ad attaccare area 12 mila a conferma di come, nonostante tutto, l’interesse per le criptomonete resti molto alto.

Corea del Sud torna a strizzare l’occhio alle monete virtuali

Il recente rally del Bitcoin, ma anche di Ripple, Ethereum e Bitcoin Cash, è stato alimentato pure dal calo delle pressioni e delle notizie negative provenienti dai Paesi asiatici dove il trading online sulle criptovalute è molto diffuso. L’esempio lampante è rappresentato dalla Corea del Sud che, contrariamente ai timori che erano emersi nelle scorse settimane, è tornata a strizzare l’occhio alle monete virtuali. Il Governo di Seul, infatti, a quanto pare avrebbe clamorosamente ammorbidito le proprie posizioni sulle criptomonete anche in scia all’importanza della blockchain che da molti viene considerata la tecnologia del futuro in molti settori dell’economia.

E mentre dalla Corea del Sud arrivavano buone notizie, nel frattempo non sono mancati i giudizi negativi dei banchieri sul Bitcoin e sulle altre monete virtuali, ma in realtà dopo il forte storno di gennaio è bastato evocare in questi giorni le criptomonete, nel bene e nel male, per innescare una importante fase rialzista delle quotazioni.

Trading online Bitcoin, i cripto-ricchi nel mirino della criminalità

Grazie all’ascesa dei prezzi del Bitcoin, rispetto ai valori di inizio 2017, non sono mancati i cripto-trader che ad inizio anno hanno alleggerito le posizioni portando a casa guadagni a tre cifre. Alcuni di questi trader in monete virtuali hanno letteralmente cambiato vita, in quanto si sono in poco tempo arricchiti, ma a quanto pare i cripto-ricchi, almeno quelli identificati, sono finiti nel mirino della criminalità.

Da un’inchiesta a cura del New York Times è infatti emerso che i rischi legati alle monete virtuali non sono solo quelli che riguardano i furti informatici di criptovaluta dalle piattaforme di scambio, note anche come exchange, ma anche i ricatti, le minacce ed i rapimenti. Al riguardo il Quotidiano statunitense ha rivelato che recentemente un giovane russo, che ha fatto fortuna con le criptovalute, è stato preso in ostaggio in un resort in Thailandia, ed è stato liberato solo quando ha trasferito sui wallet dei rapitori Bitcoin per un valore pari all’incirca a ben 100 mila euro.

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