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Criptovalute, Bitcoin future dal sogno alla realtà: approvata negoziazione dei contratti

Bottadiculo

L’Agenzia governativa United States Commodity Futures Trading Commission, nota come la CFTC, ha dato il via libera alla negoziazione dei contratti futures sul Bitcoin. In particolare, saranno due i mercati futures e opzioni dove sarà possibile negoziare i derivati sulla criptovaluta, il Chicago Board Options Exchange (Cboe) ed il Chicago Mercantile Exchange (CME).

Nel dare il via libera alla negoziazione dei contratti futures sul Bitcoin, la commissione di vigilanza a stelle e strisce ha ricordato e precisato come, nell’assicurare appropriati standard di supervisione, quello delle criptovalute resti ad oggi un mercato non regolato, ragion per cui il potere di intervento della stessa CFTC è alquanto limitato.

Inoltre, la United States Commodity Futures Trading Commission non ha nascosto sul Bicoin, ed in generale sul mondo delle criptovalute, le proprie preoccupazioni non solo sulla volatilità delle quotazioni, ma anche su quelle che sono attualmente le pratiche di scambio per le monete virtuali decentralizzate.

La comunicazione della CFTC in queste ore ha permesso al Bitcoin un consolidamento delle quotazioni sopra la soglia dei 10.000 contro il dollaro aspettando l’esordio del contratto future che è atteso sul Cme il prossimo 18 dicembre del 2017. A seguire i derivati sulla criptovaluta saranno negoziabili pure al Cboe, dopodiché sono attesi per l’anno prossimo i primi futures sul Bitcoin anche al Nasdaq, il listino americano dei titoli tecnologici.

Per il Bitcoin la possibilità di negoziare i futures non solo darà visibilità alla criptovaluta, ma secondo gli esperti dovrebbe garantire alle quotazioni una maggiore stabilità e, quindi, una riduzione della volatilità media giornaliera dei prezzi. Ultimamente, infatti, il Bitcoin ha toccato nuovi massimi storici arrivando ad oscillare in una giornata perdendo o guadagnando ben 1.000 dollari. Con una volatilità media più bassa ad essere avvantaggiati saranno i piccoli investitori che di norma sono quelli che sono meno abituati a gestire sui mercati finanziari dei forti scossoni.

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