Daniel Evans ha chiuso la carriera a Wimbledon giocando la sua ultima partita nel doppio insieme a Henry Searle: i due sono stati battuti 6-2 6-4 da Sander Nys e Édouard Roger-Vasselin.
Dopo il match, Evans ha commentato con equilibrio il momento: “È strano, ma sono contento che sia finita. Una porta si chiude e un altro capitolo inizia”, parole che hanno confermato la fine di una lunga carriera sul circuito.
Al termine della partita non sono mancati toni più duri nei confronti della federazione. Evans ha rivendicato di non aver ricevuto spiegazioni sul rifiuto della wild card per il singolare, sottolineando con decisione “Nessuno ha avuto il coraggio di venire da me”.
Nel raccontare i propri ricordi migliori, il britannico ha eletto la Coppa Davis 2015 come il momento più bello della sua carriera, un punto fermo nel suo palmarès personale che ha voluto rimarcare nel giorno dell’addio.
Per chi segue la vicenda, va ricordato che Evans aveva già annunciato l’intenzione di ritirarsi dopo Wimbledon per motivi fisici e aveva presentato richiesta di wild card tramite l’All England Club. Oggi l’addio è arrivato concretamente sul campo, tra la sconfitta in doppio e parole miste di sollievo e amarezza.
Resta vivo il ricordo di una carriera con alti importanti e un ultimo, amaro confronto con la federazione: Evans ha scelto di chiudere così, esprimendo sollievo per la fine di un ciclo e rimarcando il valore più grande della sua esperienza internazionale.

