Decreto Accise, nuovo regime fiscale per i concessionari: spese non deducibili e riclassificazione

Il Decreto Accise, approvato dalla Camera il 16/9/2026, prevede dal 2026 la non deducibilità di campagne informative e servizi di comparazione e la riclassificazione delle spese di gioco responsabile come spese di rappresentanza. Il testo arriva in Senato il 22 settembre.

Decreto Accise, nuovo regime fiscale per i concessionari: spese non deducibili e riclassificazione

Il Decreto Accise introduce due modifiche fiscali che toccano direttamente i concessionari del gioco pubblico a partire dal periodo d’imposta 2026. Come riporta Agipronews, il testo approvato dalla Camera dei Deputati il 16 settembre 2026 passa ora all’esame del Senato, dove è calendarizzato per martedì 22 settembre in vista della conversione definitiva in legge entro il 25 settembre 2026.

Le novità principali riguardano il trattamento fiscale di alcune voci di spesa sostenute dagli operatori del gioco legale. Dal periodo d’imposta 2026 le spese per campagne informative sui giochi e per servizi di comparazione non saranno più deducibili ai fini IRES e IRAP. Contestualmente, le spese sostenute per campagne di gioco responsabile, promozione e comunicazione verranno riclassificate: non saranno più considerate spese di pubblicità, ma entreranno nella categoria delle spese di rappresentanza.

Si tratta di un cambio di regime che avrà un impatto diretto sui bilanci dei concessionari del gioco pubblico, con possibili riflessi sulla capacità di deduzione fiscale e sulla contabilizzazione degli investimenti in responsabilità sociale e comunicazione. Con il decreto ora in Senato, resta da verificare l’esito della conversione in legge entro la scadenza fissata e l’eventuale testo definitivo che disciplinerà le modalità applicative.

La vicenda va seguita con attenzione nelle prossime ore: la conversione parlamentare potrà confermare o modificare il quadro normativo appena delineato, determinando l’assetto fiscale effettivo che gli operatori dovranno adottare a partire dal periodo d’imposta 2026.