Decreto Dignità eluso al Mondiale 2026: 9.360 loghi di prediction market e 6.429 di scommesse nel feed FIFA

Uno studio di Bristol e Oxford conta 9.360 loghi di prediction market e 6.429 di scommesse nel segnale del Mondiale 2026; Betano e ADI Predictstreet senza concessione ADM. Il caso solleva un vuoto normativo tra Decreto Dignità e linee guida AGCOM.

Decreto Dignità eluso al Mondiale 2026: 9.360 loghi di prediction market e 6.429 di scommesse nel feed FIFA

Uno studio condotto dalle università di Bristol e Oxford ha censito 9.360 loghi di prediction market e 6.429 loghi di operatori di scommesse in 172,6 ore del segnale del Mondiale 2026.

Come segnala Jamma, la ricerca quantifica la presenza massiccia di marchi nel feed internazionale e mette in luce attori chiave: Betano, sponsor FIFA per Europa e Sudamerica, ha generato il 91,1% dei loghi di scommesse rilevati nel feed e non possiede una concessione ADM in Italia. ADI Predictstreet, partner FIFA per i prediction market con sede a Gibilterra e autorizzazione come betting intermediary, ha inserito 7.384 loghi sui 9.360 censiti e non ha concessione ADM.

Il rilievo assume particolare rilievo per il mercato italiano perché il Decreto Dignità (DL 87/2018) vieta ogni forma di pubblicità del gioco in Italia, ma non si applica a FIFA, con sede a Zurigo, né agli operatori esteri privi di sede legale o autorizzazione italiana. Le linee guida AGCOM (delibera 132/19/CONS) escludono esplicitamente dal divieto i soggetti che non hanno sede legale o autorizzazione in Italia, creando un vuoto normativo che lo studio indica come sfruttato dagli operatori esteri attraverso il segnale internazionale.

Il risultato è un’esposizione sistematica dei telespettatori italiani a marchi di operatori senza concessione ADM, veicolata dal feed FIFA e dai partner commerciali internazionali. Lo studio mette così sul tavolo questioni operative e regolamentari: come far valere il divieto nazionale di pubblicità del gioco di fronte a contenuti prodotti e distribuiti da soggetti stranieri e trasmessi via segnale internazionale.

Resta aperto il nodo dell’intervento delle autorità nazionali competenti: il confronto tra il quadro normativo italiano e le prassi internazionali del calcio globale può spingere AGCOM e ADM a valutare misure di contrasto o adattamenti regolamentari, ma lo studio non indica soluzioni già adottate. Il tema è destinato a tornare nelle agende istituzionali e legislative, con ricadute dirette per operatori, broadcaster e tifosi in Italia.