Il Governo Meloni approva il provvedimento “più corposo della storia repubblicana” per lo sport italiano: Obbligo di segnalazione per flussi anomali di scommesse, commissione indipendente sui bilanci e conferma del Decreto Dignità.
Il 20 giugno 2025 rappresenta probabilmente una di quelle date che ricorderemo. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro per lo Sport Andrea Abodi, ha approvato un decreto-legge che lo stesso ministro ha definito “il più corposo della storia repubblicana dedicato allo sport“.
Il provvedimento – denominato “Disposizioni urgenti per l’organizzazione e lo svolgimento di grandi eventi sportivi, nonché ulteriori disposizioni urgenti in materia di sport” – introduce misure che, francamente, attendevamo da tempo. Match fixing, controlli sui bilanci, scommesse. Tutti temi caldi. Anzi, bollenti.

Match Fixing: la rete di controllo che mancava
Qui il decreto segna un punto. L’articolo 6 stabilisce un sistema – chiamiamolo pure “grande fratello delle scommesse” – attraverso tre pilastri che, se funzioneranno come sulla carta, potrebbero cambiare le cose.
Primo: l’ADM dovrà segnalare tutto. Flussi anomali, puntate strane, orari sospetti. Ogni singola anomalia finirà dritta alla Procura Generale dello Sport presso il CONI. Non è più il classico “ce ne accorgiamo dopo sei mesi“. È sorveglianza real-time.
Secondo – e qui viene il bello: la Procura potrà richiedere dati anagrafici e codici dei conti di gioco. Tesserati, affiliati, chiunque abbia un piede nel mondo dello sport e l’altro nelle scommesse.
Terzo: ADM avrà il compito di incrociare database. Tesserati versus piattaforme scommesse. Un lavoro certosino che potrebbe – condizionale d’obbligo – scovare manipolazioni prima che facciano danni.
Operatori betting: Più compliance, meno chiarezza
Ecco dove la faccenda si complica. Il decreto introduce obblighi stringenti per gli operatori ma – ed è un “ma” grande come una casa – non definisce sanzioni specifiche per chi non rispetta le regole.
Gli operatori dovranno investire in sistemi di monitoraggio avanzati. Costi non indifferenti. Ma senza un quadro sanzionatorio chiaro, navigano in acque incerte. Non esattamente quello che il settore cercava.
Decreto Dignità: Il grande assente
Qui arriva la delusione più grossa. Nessuna modifica al divieto di sponsorizzazioni betting. Il settore sportivo continua a perdere “oltre 100 milioni di ricavi” annui. Abodi ne aveva parlato più volte come priorità. Invece, niente. Il Decreto Dignità resta intoccabile. E molti su questo punto avanzano una certa perplessità. Perché?
La speranza era quella che arrivasse qualche modifica ad un provvedimento che dal 2018 ha modificato (molto probabilmente) quasi soltanto in negativo un comparto industriale importante per il nostro Paese. Una modifica avrebbe quasi sicuramente permesso di gestire meglio tutta una serie di questioni irrisolte o aggirate che avrebbero fatto molto bene a questo settore.

Commissione Bilanci: Finalmente indipendente (ma sul serio?)
La nuova commissione per controllo bilanci di calcio e basket professionistici sostituirà la COVISOC. Sette membri nominati dal Presidente del Consiglio, con il Ministro dell’Economia.
Composizione interessante:
- Due membri da federazioni (FIGC, Federbasket e leghe)
- Due di diritto (Presidente INPS, Direttore Agenzia Entrate)
- Tre qualificati da lista candidati
Sulla carta sembra equilibrata. Nella pratica, vedremo.
Autofinanziamento: 3,5 milioni senza pesare
Il meccanismo di finanziamento è quello che sembra convincere di più gli esperti. 3,5 milioni annui dal 2025, ma senza pesare su risorse pubbliche:
- 1,9 milioni dalle federazioni
- 1,6 milioni dalle società vigilate (max 0,15% fatturato)
Finalmente qualcuno che paga il proprio controllo. Principio sano, anche se resta da vedere l’efficacia operativa.
America’s Cup: Il miliardo che fa gola
L’America’s Cup a Napoli avrà (secondo le stime) un impatto economico superiore al miliardo di euro. Cifre che fanno girare la testa. E che, onestamente, andrebbero verificate con attenzione. Perché una cosa è parlare di ricadute economiche sulla carta, altra cosa è misurarle quando l’evento finisce.
Invece, le disposizioni per Milano Cortina 2026 includono un potenziamento della sicurezza, un commissario per le Paralimpiadi, il coordinamento dei Ministeri dell’Interno e della Difesa. Infine, le ATP Finals 2026-2030 consolidano l’Italia come hub eventi sportivi internazionali.
Ma non dimentichiamoci soprattutto il Fondo Sport per le borse di studio universitarie agli atleti meritevoli. Qui sì che ci siamo. Connubio formazione-sport ad alto livello che mancava da troppo tempo.
Luci e ombre di un decreto storico
Questo decreto sembra comunque segnare un cambio di paradigma nella governance sportiva italiana. Ma con alcune zone d’ombra che fanno riflettere.
Le luci: approccio sistematico al match fixing, commissione bilanci indipendente, investimenti in grandi eventi.
Le ombre: mancanza della modifica al Decreto Dignità (in primis) e l’assenza delle sanzioni alle specifiche degli operatori.
Scenario futuro: La questione sponsorizzazioni
La questione sponsorizzazioni betting resta, però, aperta. Il Ministro Abodi l’ha sempre indicata come priorità. L’assenza dal decreto attuale non esclude interventi futuri, ma evidenzia la complessità del bilanciamento tra rilancio economico calcio e tutela salute pubblica.
Potremmo discutere se sia più importante salvaguardare i ricavi del calcio o combattere la ludopatia, ma forse questa è una discussione che meriterebbe ben altro spazio. Il decreto del 20 giugno 2025 inaugura – senza mezzi termini – una nuova era per lo sport italiano. Controlli rafforzati, trasparenza elevata, prevenzione strutturata delle manipolazioni.
Un cambiamento che richiederà adeguamenti significativi da tutti gli attori del sistema. E che, onestamente, era ora che arrivasse.
