Doppio in rivolta: Vavassori convoca 50 colleghi a Wimbledon e propone un dipartimento dedicato

Andrea Vavassori ha convinto circa 50 doppisti a Wimbledon a opporsi alla riduzione dei tabelloni. Incontro, proposta di un dipartimento dedicato e la guarigione di Simone Bolelli, vincitore al primo turno.

Stadio Tennis

Circa 50 doppisti si sono ritrovati a Wimbledon per una riunione convocata da Andrea Vavassori volta a coordinare la risposta alle proposte dell’ATP sulla riduzione dei tabelloni di doppio. All’incontro, spiegano i presenti, è emersa una netta contrarietà alle modifiche, considerate da molti un pericoloso precedente per la disciplina, in particolare nei Masters 1000.

La novità rappresentata dalla riunione si inserisce in una vicenda già nota: l’ATP sta valutando cambiamenti per il 2028 che includono tabelloni più piccoli e i giocatori di doppio avevano già richiesto un dialogo formale. A Wimbledon, però, la protesta ha guadagnato d’intensità e una proposta operativa: Vavassori ha avanzato la creazione di un dipartimento dedicato al doppio e una strategia di maggiore promozione della disciplina per contrastare le spinte che ne ridurrebbero la visibilità e le opportunità.

Tra i partecipanti più in vista c’era anche Simone Bolelli, tornato in campo dopo un infortunio alla caviglia subito nei giorni scorsi: il giocatore si è ripreso grazie al lavoro con il fisioterapista e, insieme a Vavassori, ha già superato il primo turno del doppio a Wimbledon. La presenza di figure come Bolelli e Vavassori dà alla protesta un peso tecnico e simbolico, con l’obiettivo dichiarato di trasformare il malcontento in proposte concrete da portare al tavolo con l’ATP.

Resta da vedere come reagirà l’istituzione e quali saranno i prossimi passaggi formali: per ora i doppisti hanno mostrato compattezza e hanno messo sul tavolo, oltre all’opposizione alle riduzioni, una linea di lavoro basata su organizzazione e promozione della specialità. Il confronto con l’ATP sarà il nodo decisivo per capire se la proposta di un dipartimento dedicato potrà avere seguito.