La vittoria in Coppa Italia non basta a cambiare il volto europeo dell’Olimpia Milano. In EuroLeague arriva un’altra battuta d’arresto: 92-84 contro l’Hapoel Tel Aviv, che si presentava alla sfida con una striscia negativa di cinque sconfitte consecutive. Per la squadra di coach Poeta la rincorsa ai play-in si complica ulteriormente, diventando quasi una chimera.
Milano si presenta all’appuntamento con rotazioni ridotte all’osso. Booker alza bandiera bianca poche ore prima della palla a due, aggiungendosi agli assenti Flaccadori, Tonut e Mannion, impegnati con la Nazionale. Un’emergenza che pesa sin dai primi possessi: l’Hapoel parte fortissimo e piazza un parziale di 19-4 che indirizza subito l’inerzia del match. A rendere ancora più amaro l’avvio c’è anche una tripla di Malcolm da centrocampo, nata da un tentativo di lob e trasformata in un canestro spettacolare quanto pesante.
Sembra l’inizio di una serata senza appello, ma l’Olimpia reagisce con carattere. Dopo l’intervallo arriva addirittura il sorpasso sul 51-54, frutto di una maggiore intensità difensiva e di una migliore circolazione di palla. È però un’illusione. L’Hapoel ritrova ritmo e fiducia, tornando rapidamente in doppia cifra di vantaggio sul 71-61 grazie a un trio devastante: Bryant chiude con 25 punti e 8 assist, Micic sfiora la doppia doppia con 18 punti e 9 rimbalzi, mentre Uturu aggiunge 16 punti fondamentali nel pitturato.
A Milano non bastano i 22 punti di LeDay e i 16 di Nebo. L’energia profusa per rientrare nel match si paga nel finale, dove l’Hapoel gestisce con lucidità fino al 92-84 conclusivo.
La classifica ora si fa pesante. Con sempre meno margine di errore e un calendario che non concede tregua, l’EA7 dovrà trovare continuità e recuperare uomini chiave per tenere viva una speranza europea che, giornata dopo giornata, appare sempre più fragile.
