La Virtus Bologna rialza la testa in Eurolega e lo fa nel modo migliore possibile, imponendosi con personalità e qualità sul campo del Partizan Belgrado. Alla Belgrade Arena, nel Round 16 della competizione, le Vu Nere conquistano un successo pesante per 86-68, interrompendo la striscia negativa e rilanciando le proprie ambizioni continentali. Una vittoria che vale doppio, arrivata su uno dei parquet più caldi d’Europa e costruita grazie a un secondo tempo di alto livello.
L’avvio di gara è equilibrato, con le due squadre che si rispondono colpo su colpo. Bologna prova subito a prendere ritmo affidandosi a Carsen Edwards, riuscendo a chiudere il primo quarto avanti di cinque lunghezze. Nel secondo periodo, però, il Partizan cambia marcia: l’ingresso di Calathes dà ordine all’attacco serbo, mentre Washington, Brown e Bonga accendono il pubblico di casa. I padroni di casa toccano anche il +8, ma non riescono a scavare il solco decisivo.
È qui che la Virtus dimostra maturità. Morgan sale in cattedra con giocate pesanti, ricucendo lo strappo e permettendo agli emiliani di rientrare in partita. All’intervallo il punteggio premia Bologna, avanti 40-37, con la sensazione che la gara sia ancora tutta da scrivere.
La svolta arriva nel terzo quarto. La squadra di Dusko Ivanovic alza l’intensità difensiva, limita le soluzioni del Partizan e colpisce con continuità in attacco. La schiacciata di Niang e la tripla di Morgan spingono la Virtus sul +11, mentre Diouf domina fisicamente sotto canestro. A dieci minuti dalla fine il tabellone segna 63-52 per gli ospiti.
Nell’ultimo periodo Bologna non si volta più indietro. Hackett firma il +16, Alston Jr. porta il vantaggio fino al +23 e il pubblico di Belgrado inizia a rumoreggiare. Il Partizan alza bandiera bianca e la Virtus gestisce senza affanni fino all’86-68 finale.
Morgan chiude come miglior realizzatore con 14 punti e 5 assist, simbolo di una prestazione corale che permette alle Vu Nere di salire a un record di 8 vittorie e 8 sconfitte. Un successo che restituisce fiducia e consapevolezza a una Virtus che, in Eurolega, ha dimostrato di poter dire ancora la sua.
