Serviva un’altra notte perfetta per ripetere l’impresa dello scorso ottobre, ma ad Atene la Virtus Bologna deve arrendersi al Panathinaikos. Nel Round 21 di Eurolega, le Vu Nere cadono 84-71 nello storico palazzetto dell’OAKA, al termine di una gara combattuta a lungo ma indirizzata dalla maggiore profondità e continuità della squadra allenata da Ergin Ataman.
Bologna arrivava alla trasferta greca con fiducia, forte delle due vittorie casalinghe consecutive contro Milano e Zalgiris. Ivanovic, però, deve fare i conti con l’assenza pesante di Vildoza, fermato da una lesione muscolare, pur potendo riabbracciare Diouf per allungare le rotazioni sotto canestro. L’avvio è incoraggiante: Edwards e Akele danno energia e punti, permettendo alla Virtus di restare a contatto. La prima vera spallata, però, arriva con l’accelerazione dei padroni di casa, trascinati da Osman, Holmes e Hernangomez, che scavano il solco fino al +10 e chiudono il primo quarto sul 23-15.
Nel secondo periodo il Panathinaikos prova a scappare definitivamente grazie a un Nunn ispiratissimo, ma Bologna reagisce con carattere. Edwards continua a colpire, Morgan alza l’intensità su entrambi i lati del campo e le Vu Nere risalgono fino al -3, andando all’intervallo lungo sul 39-33, con la partita ancora apertissima.
Dopo la pausa, però, l’inerzia torna progressivamente dalla parte dei greci. Il Panathinaikos gestisce meglio i possessi chiave, aumenta la pressione difensiva e allunga fino al 56-48 al termine del terzo quarto. Negli ultimi dieci minuti la squadra di Ataman controlla il ritmo, sfrutta l’esperienza e chiude i conti senza concedere reali chance di rientro alla Virtus, fissando il punteggio finale sull’84-71.
I 21 punti di Nunn risultano decisivi per gli ellenici, che riscattano così il ko subito due giorni prima contro Milano. A Bologna non bastano i 24 punti di un Edwards ancora una volta protagonista, ma troppo solo nei momenti cruciali. Con questa sconfitta la Virtus interrompe il momento positivo in Eurolega e scivola a un record di 10 vittorie e 11 sconfitte, restando in piena bagarre ma consapevole che, per competere su campi come l’OAKA, servirà maggiore continuità nell’arco dei 40 minuti.
