Eva Lys ha reso pubblica la convivenza con la spondiloartrite, diagnosticata nel 2020: una malattia cronica che colpisce la colonna vertebrale e le articolazioni e che, ammette la tennista tedesca, ha inciso sul suo rendimento in campo. “Devo essere prudente”, ha spiegato Lys, sottolineando che si tratta di una condizione che la accompagnerà per sempre e che va gestita con attenzione.
La vicenda ha acceso anche una difesa pubblica da parte dell’amica e collega Elena-Gabriela Ruse, che ha criticato i commenti negativi rivolti alla giocatrice: «Merita rispetto, è una delle mie migliori amiche», ha dichiarato Ruse, prendendo le distanze da chi ha giudicato senza considerare la complessità della situazione.
Il racconto di Lys porta all’attenzione il tema della gestione delle patologie croniche nel tennis femminile: dietro numeri e risultati spesso ci sono scelte mediche e programmi di allenamento calibrati per convivere con limitazioni fisiche. La presa di posizione di Ruse rilancia la necessità di rispetto e comprensione verso atlete che devono dosare carichi e recuperi per preservare la carriera.
Resta aperto il capitolo su come tour e addetti ai lavori possano supportare al meglio giocatrici con condizioni croniche: la testimonianza di Lys e il sostegno pubblico dell’amica segnano comunque un passo verso maggiore consapevolezza dentro il circuito.

