Ferrari contro Mercedes in Formula 1: polemiche sulla gestione dell’energia in qualifica

Ferrari chiede chiarimenti alla FIA sulla gestione della MGU-K da parte di Mercedes e Red Bull: un vantaggio minimo ma decisivo nei giri di qualifica.

Charles Leclerc, Ferrari

In Formula 1 basta un dettaglio per fare la differenza, e questa volta al centro del dibattito c’è la gestione dell’energia elettrica in qualifica. Ferrari ha acceso i riflettori su una soluzione tecnica adottata da Mercedes e Red Bull, chiedendo l’intervento della FIA per chiarire i confini regolamentari.

Il nodo della questione riguarda la MGU-K, uno degli elementi chiave della power unit ibrida. Questo sistema recupera energia in frenata e la restituisce sotto forma di potenza extra. In condizioni standard, dopo aver raggiunto il picco di erogazione, la spinta elettrica cala progressivamente. Tuttavia, alcune monoposto sembrano riuscire a ritardare questo calo, mantenendo la massima potenza più a lungo prima di un taglio netto.

Un dettaglio tecnico apparentemente marginale, ma che in qualifica può diventare decisivo. Soprattutto nei rettilinei finali, quei pochi istanti in più di piena potenza si traducono in metri guadagnati e, di conseguenza, in millesimi preziosi sul giro secco. In un contesto in cui le differenze tra i top team sono sempre più ridotte, anche un vantaggio minimo può spostare gli equilibri.

La Ferrari, guidata da Frédéric Vasseur, non ha presentato una protesta formale, ma ha chiesto chiarimenti alla Federazione Internazionale. L’obiettivo non è bloccare immediatamente gli avversari, quanto piuttosto capire se questa interpretazione del regolamento sia destinata a restare valida anche nelle prossime gare.

Si tratta, ancora una volta, della sottile linea che separa innovazione tecnica e spirito delle regole. In Formula 1, la storia insegna che spesso è proprio in queste zone grigie che nascono i vantaggi competitivi più interessanti. La risposta della FIA potrebbe quindi avere un impatto importante sugli equilibri del campionato, soprattutto in ottica qualifiche, dove ogni millesimo può fare la differenza tra pole position e seconda fila.