FIGC, corsa alla presidenza: Malagò, Abete e Marani in pole dopo le dimissioni di Gravina

Dopo l’addio di Gravina, si apre la corsa alla guida della FIGC: Malagò, Abete e Marani i favoriti. Elezioni fissate per il 22 giugno.

Rete porta calcio

Il calcio italiano riparte (o almeno ci prova) dopo l’ennesima delusione internazionale. Le dimissioni di Gabriele Gravina hanno ufficialmente aperto la corsa alla presidenza della FIGC, con le elezioni fissate per il prossimo 22 giugno. Ottantuno giorni per ridisegnare il futuro del sistema calcistico italiano, mentre il Mondiale negli Stati Uniti, Canada e Messico è già iniziato senza l’Italia.

In cima alla lista dei possibili successori ci sono tre nomi forti: Giovanni Malagò, Giancarlo Abete e Matteo Marani. Tre profili diversi, ma accomunati da esperienza e conoscenza del sistema sportivo italiano.

Malagò parte leggermente avanti, forte del sostegno di gran parte dei club di Serie A. L’ex presidente del CONI rappresenta una figura di grande peso istituzionale, capace di ottenere risultati importanti anche grazie ai successi olimpici italiani degli ultimi anni. La sua candidatura sarebbe vista come una garanzia di rilancio e credibilità.

Giancarlo Abete, già presidente FIGC dal 2007 al 2014, rappresenta invece una soluzione più “interna”. La sua precedente esperienza lo rende un profilo affidabile, anche se il ricordo delle dimissioni dopo il flop mondiale del 2014 resta un’ombra difficile da cancellare.

Attenzione poi a Matteo Marani, attuale presidente della Lega Pro. Negli ultimi anni ha provato a riformare la Serie C, affrontando problemi strutturali e finanziari cronici. Una candidatura che potrebbe raccogliere consensi trasversali, soprattutto tra chi chiede un rinnovamento concreto del sistema.

Più defilata, almeno per ora, la posizione di Demetrio Albertini, sostenuto soprattutto dal mondo dei calciatori, ma con meno appoggi a livello dirigenziale.

Sul fondo resta anche l’ipotesi Gianni Rivera, che ha annunciato di avere un programma pronto per rilanciare il calcio italiano, sottolineando come le difficoltà attuali non siano sorprendenti, ma il risultato di problemi strutturali mai risolti.

Le prossime settimane saranno decisive: i candidati dovranno presentare idee e progetti per convincere un movimento che ha urgente bisogno di ritrovare identità, competitività e credibilità. La partita per la FIGC è appena iniziata, ma il tempo per cambiare davvero è già agli sgoccioli.