Il terremoto nel calcio italiano è ormai realtà. Dopo l’ennesima delusione internazionale, con l’Italia fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva, Gabriele Gravina è pronto a rassegnare le dimissioni dalla guida della FIGC. Una decisione che appare inevitabile, maturata tra risultati sportivi fallimentari e polemiche istituzionali che hanno ulteriormente incrinato la sua posizione.
Determinanti, oltre al flop sul campo, anche le dichiarazioni rilasciate dopo Bosnia-Italia, che hanno sollevato un’ondata di critiche dal mondo politico e sportivo. Durissima la presa di posizione del Ministro Andrea Abodi, che ha invocato apertamente un cambio al vertice, sottolineando la necessità di rifondare il sistema calcio partendo proprio dalla governance federale.
In questo scenario, si apre ufficialmente la corsa alla successione. I nomi più caldi sono quelli di Giovanni Malagò, sostenuto da una parte della Serie A, e soprattutto Giancarlo Abete, considerato il principale favorito grazie alla sua esperienza già maturata alla guida della Federazione tra il 2007 e il 2014. Sullo sfondo resta anche Demetrio Albertini, mentre prende quota l’ipotesi di un ticket con Matteo Marani.
Ma il cambio ai vertici non sarà l’unico. Anche lo staff della Nazionale è pronto a salutare: dopo Gianluigi Buffon, lascerà la panchina azzurra Gennaro Gattuso. L’ex tecnico chiude la sua esperienza con un bilancio numerico positivo (6 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta), ma insufficiente per centrare l’obiettivo qualificazione. Resta però l’eredità di un gruppo compatto e nuovamente legato alla maglia.
Ora si apre il capitolo più delicato: la scelta del nuovo commissario tecnico. I profili valutati sono di altissimo livello: Antonio Conte, Roberto Mancini, Simone Inzaghi e Massimiliano Allegri. Nomi che garantirebbero esperienza e carisma, ma la cui disponibilità dipenderà dagli impegni con i rispettivi club.
Il calcio italiano è davanti a un bivio. Le prossime settimane saranno decisive per ridisegnare il futuro della Nazionale, con l’obiettivo di tornare competitivi ai massimi livelli e lasciarsi alle spalle una delle fasi più difficili della sua storia recente.
