Finisce con un pareggio il cammino stagionale di Fiorentina e Atalanta, che chiudono la Serie A con l’1-1 del Franchi in una gara senza particolari pressioni di classifica ma ricca di spunti. La sfida segna soprattutto l’ultima panchina di Raffaele Palladino con la Dea, pronta ora a ripartire da un nuovo progetto tecnico dopo la qualificazione ai playoff di Conference League.
L’Atalanta parte meglio e nei primi minuti crea subito diversi pericoli. Il grande protagonista della serata è però Christensen, autore di una serie di interventi decisivi che tengono in piedi la Fiorentina. Il portiere viola risponde presente prima su Samardzic e poi su Musah, confermandosi in grande serata.
Nonostante la pressione bergamasca, è la Fiorentina a trovare il vantaggio al 39’. Piccoli attacca la profondità, supera Ahanor e calcia sul primo palo sorprendendo Sportiello, non impeccabile nell’occasione. Per l’attaccante viola è una rete pesante che permette ai toscani di chiudere avanti il primo tempo.
Nella ripresa la musica non cambia: l’Atalanta continua a spingere e Christensen continua a opporsi. Il danese salva ancora su Ahanor e successivamente compie un autentico miracolo su Sulemana, risultando nettamente il migliore in campo. Dall’altra parte anche Sportiello evita il raddoppio deviando una splendida punizione di Mandragora destinata sotto l’incrocio.
Nel finale arrivano altri momenti significativi. All’82’ Palladino concede l’esordio in Serie A al giovane Dominic Vavassori, classe 2005, prima del pareggio atalantino. Il cross di Zappacosta mette pressione alla retroguardia viola e Comuzzo, nel tentativo di anticipare Scamacca, devia sfortunatamente il pallone nella propria porta firmando l’autogol dell’1-1.
Il risultato finale certifica il settimo posto dell’Atalanta a quota 59 punti e l’accesso ai playoff di Conference League. La Fiorentina chiude invece una stagione complicata con 42 punti e tanti interrogativi sul futuro, mentre il pubblico del Franchi dedica cori soprattutto a Vanoli, anche lui vicino all’addio.
