Fiorentina in caduta libera: Udinese ultima chiamata per Vanoli, casting aperto per la panchina

Il ko con il Losanna aggrava la crisi viola: domenica a Udine può decidere il futuro di Vanoli, la società valuta le alternative.

Paolo Vanoli, Fiorentina

La sconfitta contro il Losanna in Conference League non è stata solo un passo falso europeo, ma l’ennesima certificazione di una Fiorentina in profonda difficoltà. La sensazione è che il fondo sia stato toccato già a dicembre, un dato allarmante per una squadra che dovrebbe lottare per ben altri obiettivi e che invece si ritrova invischiata nella battaglia per non retrocedere. Ora, per Paolo Vanoli, resta un’ultima vera spiaggia: la trasferta di Udine.

Il problema, paradossalmente, non è tanto il mancato accesso diretto alla fase successiva della Conference League, quanto l’obbligo di dover affrontare ulteriori partite europee. Gare che, in questo momento, rappresentano più un peso che un’opportunità. La Fiorentina ha bisogno di concentrare energie fisiche e mentali esclusivamente sul campionato, dove ogni punto è vitale per la salvezza. L’Europa, oggi, appare un lusso superfluo, se non addirittura controproducente.

Eppure, guardando la rosa, la Viola ha valori tecnici superiori rispetto a molte squadre che lottano nella parte bassa della classifica. Il vero limite è mentale e culturale: questa Fiorentina non è abituata a vivere settimane di sofferenza continua. Il paragone con la stagione 1992-93, conclusa con una clamorosa retrocessione, torna inevitabilmente a galla. Allora la squadra era piena di campioni e sembrava al sicuro, prima di un tracollo improvviso e irreversibile. Oggi lo scenario è diverso, ma la paura è la stessa: continuare a scavare invece di risalire.

Udinese-Fiorentina diventa così il crocevia dell’intera annata. In caso di un nuovo passo falso, l’avventura di Vanoli è destinata a chiudersi, come già accaduto in precedenza a Pioli. Sarebbe il terzo cambio in panchina e una scelta pesantissima per la società, chiamata a intervenire in fretta.

Ma chi potrebbe prendere in mano una squadra così fragile? Le voci non mancano. Ballardini, avvistato recentemente allo stadio, ha acceso le prime indiscrezioni, ma il casting reale sembra restringersi a due profili. Beppe Iachini, ex viola e profondo conoscitore dell’ambiente, rappresenterebbe l’usato sicuro: esperienza, pragmatismo e salvezze conquistate sul campo. L’alternativa è Daniele Galloppa, protagonista di un ottimo lavoro con la Primavera, che porterebbe entusiasmo e idee nuove in un contesto però estremamente delicato.

Il tempo stringe, la classifica piange e l’umore dell’ambiente è ai minimi storici. La Fiorentina ha bisogno di una scossa immediata. A Udine si decide molto più di una semplice partita: in gioco c’è il futuro della panchina viola e, forse, l’intera stagione.