L’Inter rallenta ancora, ma resta saldamente al comando della Serie A. Al Franchi finisce 1-1 contro la Fiorentina, secondo pareggio consecutivo per i nerazzurri dopo quello con l’Atalanta. Un punto che muove la classifica e mantiene un buon margine sulle inseguitrici, ma che lascia qualche rimpianto per come si era messa la partita.
L’avvio è da sogno per la squadra nerazzurra: bastano appena quaranta secondi per sbloccare il match. Cross perfetto di Barella e colpo di testa vincente di Pio Esposito, che firma l’1-0 immediato sorprendendo la difesa viola. Una partenza che sembrava poter indirizzare la gara, ma la Fiorentina non si disunisce.
La reazione dei padroni di casa è concreta già nel primo tempo. Kean va vicino al pareggio intorno alla mezz’ora e si vede anche annullare un gol per fuorigioco, episodio che riequilibra quanto accaduto poco prima a Barella, fermato anch’egli per posizione irregolare. La squadra di Vanoli cresce con il passare dei minuti, mettendo pressione a un’Inter meno brillante rispetto alle ultime uscite.
Nella ripresa, i nerazzurri sembrano gestire meglio il ritmo della partita, ma senza riuscire a chiuderla. E così, al 77’, arriva la beffa: Gudmundsson calcia, Sommer respinge in modo impreciso e Ndour è il più rapido ad avventarsi sul pallone, firmando il tap-in dell’1-1.
Nel finale l’Inter prova a riportarsi avanti, aumentando la pressione offensiva. L’occasione più grande capita ancora a Esposito nei minuti di recupero, ma De Gea si oppone con una grande parata, blindando il pareggio.
In classifica, i nerazzurri salgono a 69 punti, mantenendo un vantaggio importante: +6 sul Milan e +7 sul Napoli. Un margine rassicurante, ma non definitivo, soprattutto alla luce di un momento in cui la squadra fatica a trovare continuità di risultati.
Per la Fiorentina, invece, il punto ha un peso specifico enorme. I viola salgono a quota 29, portandosi a +2 sulla zona retrocessione e confermando segnali di crescita in una fase delicata della stagione. Un pareggio che vale fiducia e che dimostra come la lotta salvezza sia tutt’altro che chiusa.
