Formula 1, GP Miami a rischio: pioggia e fulmini minacciano la gara, possibile stop

Il GP di Miami 2026 è a rischio per un forte temporale previsto domenica. Possibili sospensioni per fulmini, mentre debutta una nuova regola FIA sulla sicurezza.

Lando Norris, Mclaren - Formula 1

La Formula 1 rischia di fare i conti con un avversario imprevedibile e impossibile da controllare: il meteo. Il Gran Premio di Miami, atteso per segnare il ritorno in pista dopo uno stop forzato del calendario, potrebbe essere fortemente condizionato da condizioni atmosferiche estreme.

Secondo le ultime previsioni, la giornata di domenica è quella più critica. Se venerdì e sabato dovrebbero scorrere senza particolari problemi, con sole e temperature elevate, il giorno della gara presenta un rischio concreto: c’è infatti una probabilità del 70% che sulla città della Florida si abbatta un violento temporale, accompagnato da fulmini.

Uno scenario che non lascia spazio a interpretazioni. Le normative locali sono molto rigide e prevedono la sospensione immediata di eventi sportivi all’aperto in presenza di attività elettrica nell’area. Questo significa che, in caso di fulmini, la gara potrebbe essere interrotta o addirittura rinviata, mettendo in discussione l’intero weekend di gara.

Al momento, comunque, il programma resta invariato. Tutte le sessioni sono confermate: prove libere, Sprint Race e Gran Premio. Ma l’attenzione resta altissima, con team e organizzatori pronti a reagire rapidamente a qualsiasi evoluzione del meteo.

In parallelo, il weekend di Miami dovrebbe segnare anche l’introduzione di nuove regole FIA pensate per aumentare la sicurezza in pista. Tra le novità più rilevanti c’è il divieto di utilizzare la “Boost Mode” in condizioni di bagnato o umido. Una misura tecnica ma fondamentale: l’erogazione immediata della coppia dei motori elettrici può infatti causare un eccessivo pattinamento delle gomme, aumentando il rischio di perdita di controllo delle monoposto.

Tra incognite meteo e novità regolamentari, il GP di Miami si preannuncia dunque come uno degli appuntamenti più imprevedibili della stagione. E questa volta, più che i piloti, potrebbe essere il cielo a decidere le sorti della gara.