La Commission nationale des sanctions (CNS) ha comminato la prima sanzione a un operatore di gioco autorizzato in Francia per violazioni legate all’antiriciclaggio. Come riportato da Jamma, il provvedimento arriva dopo un deferimento dell’ANJ partito nel luglio 2025.
Secondo la decisione della CNS, le violazioni contestate includono il mancato congelamento dei beni, l’assenza di procedure interne idonee e la mancata comunicazione al ministero competente. Per questi motivi l’operatore è stato colpito da misure pecuniarie e da un divieto di esercizio dell’attività per due mesi, disposto in forma di sospensione condizionale.
Il caso segna un momento di svolta nella sorveglianza francese: è la prima volta che la CNS sanziona direttamente un concessionario per inosservanze in materia di prevenzione del riciclaggio. La decisione arriva su impulso dell’ANJ, che ha portato la questione all’attenzione della commissione nel luglio 2025.
Per il mercato italiano la vicenda assume interesse pratico e simbolico. Pur riguardando un’autorità francese, la stretta di Parigi indica una maggiore pressione regolatoria in Europa su aspetti cruciali come il congelamento di beni e le procedure interne di compliance. In Italia il riferimento normativo e istituzionale di pari responsabilità è l’ADM; operatori con attività transfrontaliere e i regolatori nazionali seguiranno con attenzione gli sviluppi per capire se questa impostazione sarà ripresa altrove.
Resta da vedere se la CNS pubblicherà ulteriori dettagli sull’indagine e quale sarà la reazione degli operatori e delle autorità regolatorie europee. Per ora, la sanzione francese rappresenta un chiaro segnale di intensificazione dei controlli antiriciclaggio nel settore del gioco autorizzato.

