Andrea Gaudenzi lancia un allarme sul valore commerciale del tennis: “il tennis è sottovalutato commercialmente” e il suo valore reale potrebbe essere “il doppio o il triplo” di quanto oggi riconosciuto. Per il presidente dell’ATP la discussione interna è troppo concentrata su come spartire la torta, invece che su come aumentarne le dimensioni.
I numeri citati da Gaudenzi chiariscono il contesto: i ricavi annui del tennis professionistico sono stimati in 3,5 miliardi di dollari, mentre nel 2025 i compensi destinati ai giocatori hanno raggiunto 267 milioni di dollari. Sul fronte dei tornei minori, il montepremi dell’ATP Challenger Tour è destinato a superare i 33 milioni di dollari, un segnale di attenzione verso la filiera che sostiene i professionisti emergenti.
Per provare a rendere più efficiente il prodotto complessivo, l’ATP ha già avviato il programma di riforme OneVision, pensato per razionalizzare il calendario e migliorare l’offerta sportiva e commerciale. Secondo Gaudenzi, però, le misure strutturali devono andare oltre la sola riorganizzazione del calendario: serve una strategia che privilegi la crescita del business piuttosto che la spartizione degli introiti esistenti.
La provocazione del presidente apre il dibattito su come valorizzare meglio sponsor, diritti televisivi e prodotto evento per allargare la base economica del tennis. Resta il nodo pratico: trasformare le valutazioni in ricavi concreti richiederà scelte politiche e commerciali precise, oltre all’adesione delle varie componenti del circuito.
Se il tennis riuscirà a tradurre queste indicazioni in progetti condivisi, la partita economica potrebbe davvero cambiare marcia; altrimenti il rischio è che il valore potenziale resti soprattutto sulla carta.

